TERNI - Si è tenuto il Consiglio generale della Fim-Cisl Umbria. Nell’ambito dei lavori sono state approfondite pure le questioni relative al territorio ternano. Per quanto riguarda la ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni sono state ribadite le necessità di mantenere l’integrità del sito e delle produzioni, di conoscere il progetto industriale con il relativo piano industriale che dovrà esplicitare in modo chiaro il ruolo del Commerciale.

Oltre alla necessità di mantenere in equilibrio le produzioni tra area a caldo e area a freddo,  sono state sollevate dalla Segreteria preoccupazioni rispetto al titanio. Attualmente la produzione viene eseguita in conto lavorazione per VDM che, come l’Ast, è stata collocata  a nella stessa Business Area Materials di ThyssenKrupp. Alla fine di settembre 2014 il contratto scade e potrebbero aprirsi scenari diversi.  Vdm potrebbe prolungare il contratto. Cosa accadrebbe se affermasse la volontà di non essere più interessata al business, o di esserlo solo parzialmente? Purtroppo il mercato che aveva in passato Titania, per le scelte poco lungimiranti effettuate in Germania, in poco tempo è andato distrutto, con il clienti che si sono dispersi.

Analoghe preoccupazioni, sono state sollevate pure per Società delle Fucine. Sdf continua ad essere alle prese con prezzi di vendita del prodotto che continuano ad essere estremamente bassi a causa di una concorrenza elevata. Contemporaneamente il settore dell’energia non da segnali di ripresa. Il programma di riduzione dei costi resta un percorso obbligato, percorso che sta perseguendo pure i nostri competitor che hanno a che fare con un analogo costo del lavoro e dell’energia che sono uguali per tutti. In questa fase più che mai sarebbe opportuno puntare ulteriormente sulla qualità, cercando di attrarre un programma di investimenti per andare incontro a quelle che saranno le richieste future del mercato, mantenendo e qualificando ulteriormente le risorse umane a disposizione che, invece, spesso, vengono svilite.  

La Fim-Cisl segue con attenzione la questione ambientale. L’Arpa, dopo le nostre pressioni, ha reso noti alcuni dati che hanno tentato di fare chiarezza. Ma non basta. La teoria delle “4 R” deve essere al centro della discussione. L'obiettivo del settore siderurgico è quello di massimizzare il recupero, riuso, riciclo, risparmio, dell'acciaio attraverso la concezione, la sperimentazione e l'adozione di nuove tecnologie. E’ stato altresì ribadito che Ast debba percorrere la strada di un rinnovamento, adeguato e costante, a cominciare dalle strutture organizzative e tecnologiche, sostenendo l’istruzione e promuovendo la formazione, il miglioramento delle competenze e la riqualificazione. Elementi che auspichiamo faranno parte del Progetto industriale che necessariamente dovrà generare lavoro, occupazione, reddito, salvaguardando l’ambiente, la salute e la sicurezza.

 La Fim Cisl ribadisce la necessità che nel Piano industriale siano presenti  risorse per gli investimenti, per la ricerca, che dovrà essere sostenuta possibilmente dal Csm, Centro sviluppi materiali, per la sostenibilità ambientale del sito, supportando le aziende dall’indotto, a cominciare dall’Ilserv che dovrà essere  messa in grado da una parte e capace dall’altra, a mantenere gli appalti.

Come Fim-Cisl rivendichiamo un ruolo nella tavola rotonda permanente ad alto livello sulla siderurgia e di Comitati europei di dialogo sociale e settoriale, per promuovere la cooperazione e lo scambio d’informazioni e di migliori pratiche tra i principali soggetti interessati degli stati membri.

In tutto ciò il comprensorio dovrà essere collocato in una macroregione per cogliere le opportunità che l’Europa può fornire. In modo particolare sarà necessario:

Incentivare la domanda (attraverso la normalizzazione e le politiche in materia degli appalti pubblici);
Utilizzare le risorse per i programmi Erasmus per quei lavoratori che necessitano di formazione e quelle del Fondo sociale europeo, e del Feg, Fondo europeo adeguamento alla globalizzazione;
 Promuovere iniziative utili a mantenere la produzione di acciaio inossidabile garantendo i livelli occupazionali ed evitando la chiusura di impianti in Italia, anche attraverso politiche energetiche congeniali che premino nel settore chi utilizza forni elettrici;
Ideare attraverso Orizzonte 2020 progetti per promuovere la Cooperazione in materia di ricerca, sviluppo e innovazione tra le imprese siderurgiche e le Regioni europee interessate;
Trasformare il Porto di Civitavecchia come hub per la distribuzione dei minerali verso l’Europa meridionale e orientale.

 

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