Chimica Terni/ I sindacati chiedono un incontro urgente al ministro Guidi
TERNI - Le segreterie nazionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec hanno inviato stamane al ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, la richiesta di convocazione di un incontro urgente in cui affrontare la questione della chimica della provincia di Terni. Lo hanno riferito i segretari provinciali delle tre sigle, rispettivamente Sergio Cardinali, Fabrizio Framarini e Franco Di Lecce, in una conferenza stampa durante la quale sono state ricordate le diverse vertenze aperte, da quella del polo chimico ternano (in particolare sulle aree della Basell) alla Sgl di Narni Scalo, passando per la Bayer.
"L'obiettivo condiviso - hanno detto - deve essere quello di trovare gli strumenti adatti a salvaguardare e risollevare il settore, che tra aziende dirette e indotto occupa circa 2 mila persone". Secondo i sindacalisti, "il tempo degli indugi deve finire, servono un cambio di strategia ed iniziative forti".
In un documento allegato alla lettera inviata al ministro, firmato dal coordinamento provinciale dei delegati della chimica ternana, vengono evidenziate tutte le criticita' affrontate dalle aziende del territorio e sollecitati interventi da parte di istituzioni, anche locali, e Confindustria.
Le organizzazioni sindacali ricordano inoltre che il polo chimico ternano e' inserito all'interno del cluster nazionale della chimica, orientato ad agevolare la ricerca nell'ambito ecosostenibile.
"Ma il problema - dicono - e' che a Terni non si fa ricerca, o se ne fara' forse in minima parte. I soggetti interessati al cluster paiono muoversi su piani differenti".
I sindacati hanno spiegato che in presenza di ulteriori ritardi sulla convocazione del tavolo verranno messe in campo "tutte le iniziative utili a sostegno delle richieste".
Le tre sigle hanno annunciato che lunedi' si terra' un nuovo incontro con i liquidatori della Sgl di Narni Scalo per
discutere degli sviluppi della vertenza. L'azienda ha intanto chiesto ai lavoratori la rimozione immediata del blocco del magazzino, in atto da ottobre come iniziativa di protesta, minacciando diversamente di ricorrere
alle vie legali.




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