ANCONA - La Corte d'appello di Ancona ha respinto il reclamo presentato dai commissari straordinari dell'ex Antonio Merloni e da Giovanni Porcarelli contro l'annullamento della vendita dell'ex Merloni alla J. & P. dello stesso Porcarelli, dando cosi' ragione alle 7 banche creditrici e confermando l'annullamento della vendita.

Sono 700 operai riassunti dalla J. & P. negli impianti di Marche e Umbria che potrebbero rischiare il posto di lavoro. Scontato il ricorso in Cassazione da parte dei commissari e di Porcarelli.

Fim, Fiom e Uilm esprimono tutta la loro "indignazione" per questa decisione della Corte d'appello di Ancona che ha confermato la sentenza di primo grado "con la quale si da' ancora ragione alle banche contro l'acquisizione di una parte degli asset della A. Merloni in amministrazione
straordinaria da parte della J&P di Porcarelli".
 

"Ancora una volta - commentano i sindacati - i poteri forti rappresentati dalle banche, hanno avuto la meglio su coloro che sono stati per molto tempo il volano dell'economia reale, cioe' i lavoratori. Abbiamo gia' coinvolto le strutture di Fim, Fiom e Uilm nazionali e Cgil, Cisl e Uil regionali in modo da rappresentare le nostre istanze presso il Governo e le Regioni Marche e Umbria. I lavoratori sono tutt'altro che rassegnati e
non si piegano alla possibilita' di pregiudicare il proprio futuro lavorativo".

I sindacati convocheranno assemblee con i lavoratori nei siti di Nocera Umbra e Fabriano "per discutere su quanto accaduto e decidere iniziative forti di lotta".

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