Un fantasma si aggira nell’incerto clima elettorale delle amministrative 2014 e spaventa tutti a destra come a sinistra, sindaci uscenti e nuovi candidati si guardano intorno preoccupati perché ne sentono la presenza: si chiama ballottaggio . Ma perché fa tanta paura essendo tranquillamente previsto da una legge elettorale come quella delle amministrative che rappresenta l’unico modello di legge elettorale di cui possiamo vantarci? La verità è che non è lo strumento ballottaggio in sè che intimorisce, ma chi ne sarà protagonista, perchè se i sondaggi verranno confermati uno dei protagonisti sarà sicuramente il Movimento Cinque Stelle, il partito di Beppe Grillo, il superpopulista, grande comunicatore, capace di attingere voti a destra come a sinistra, come nella zona grigia dell’astensione e in quella calda della protesta. Un partito totalmente avulso dalle consolidate  logiche di potere che possono mettere in campo sindaci uscenti e neo candidati, assolutamente nuovo e quindi non compromesso e soprattutto come indicano inchieste e sondaggi qualificati , il primo partito fra gli under cinquanta, ovvero fra quei giovani ai quali viene negato il lavoro, offerta una scuola inadeguata, negate opportunità reali di evoluzione sociale e professionale, condannati a una precarietà senza fine. Anche Renzi lo sa bene e sta facendo del tutto per tagliargli l’erba sotto i piedi,  tentando di svuotare il bacino elettorale del comico genovese, anche se i tempi sono ormai strettissimi. Lo fa offrendo prima di tutto una sponda ai lavoratori dipendenti, ma non è lì che pesca Grillo, ovvero lì ci pesca solo in parte, perché è alla vasta, sempre più vasta area dell’incertezza, della precarietà, della povertà, della disoccupazione, che guarda il suo movimento accusando nello stesso tempo il sistema dei partiti e dei sindacati di essere il responsabile della profonda crisi sociale ed economica del Paese. Un mix populista veramente micidiale che si sta sempre più perfezionando, che ora usa sapientemente i media e dichiara di voler lanciare una nuova classe dirigente, e se dall’altra parte la risposta è  solo quella di candidare più donne possibili, può sorgere il dubbio che sulla questione “nuova classe dirigente”, qualche problema gli altri partiti ce l’hanno e come. Il Movimento rischia di cambiare la geografia politica del Paese cristallizzata da più di mezzo secolo, e se anche in Umbria il timore del fantasma ballottaggio cresce , proprio qui dove il cardine del programma elettorale della sinistra è la continuità del  suo governo nella maggioranza dei comuni , cosa che funziona sin dalla Prima Repubblica, vuol dire che il pericolo è serio. Cosa potrebbe accadere quindi se i Cinque Stelle, confermeranno la loro ascesa elettorale costringendo i forti candidati  locali del centrosinistra al  ballottaggio?  Potrebbe accadere di assistere a incredibili alleanze?  O più semplicemente alla elezione di sindaci grillini? Questo confermerebbe che il “populismo” non è per niente una utopia né tantomeno un pericolo per la democrazia come pure si dice , ma una idea politica che va oltre la destra e la sinistra e con il quale quest’ultima, cioè la sinistra, deve cominciare in modo serio a fare i conti , ripartendo prima di tutto dai suoi valori dimenticati.

 

Gian Filippo Della Croce

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