La Cgil insiste sulla dichiarazione di stato di crisi complessa per il ternano
TERNI - Cresce nel primo trimestre 2014, rispetto ad un anno prima, il ricorso alla cassa integrazione nella provincia di Terni: in 90 giorni e' stato registrato un piu' 3,5% nelle ore totali (564.890), con un picco del 135% per la cassa in deroga (+3,7% per quella ordinaria e -32,7% per quella straordinaria): questi, ed altri dati, sono stati forniti stamani in una conferenza stampa dal segretario della Cgil ternana, Attilio Romanelli.
Secondo Romanelli, i dati sull'economia, insieme alla crisi dei settori della chimica e delle costruzioni e all'incertezza della siderurgia, delineano "una situazione di emergenza che deve costituire l'elemento centrale dell'attivita' amministrativa". "La societa' ternana - ha proseguito - e' stata aggredita nelle strutture fondamentali, serve un cambiamento di marcia nel governo del territorio. Ai partiti del centrosinistra, che per noi sono un punto di riferimento importante, chiediamo volonta' politiche e azioni".
Come primo punto la Cgil torna quindi a proporre il riconoscimento dello stato di area di crisi complessa per il ternano, "uno strumento finanziario in grado di favorire il processo di reindustrializzazione", ha spiegato Romanelli. Ruolo del mondo del credito, protocollo sugli appalti, sicurezza sul lavoro, interventi sull'immigrazione sono gli altri temi sui quali il sindacato sollecita un dialogo nel corso della campagna elettorale. Critiche vengono invece espresse sulla riforma del servizio sanitario regionale, "che non sta dando ancora risultati attesi" e sul riordino istituzionale.




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