di Roberto Ciccarelli

Ale­xis Tsi­pras è il primo lea­der poli­tico euro­peo ad avere dato il nome ad una lista che si can­dida in un altro paese, l’Italia, alle pros­sime ele­zioni euro­pee di mag­gio. Que­sta ano­ma­lia, rac­con­tata in un repor­tage coin­vol­gente da Mat­teo Puc­cia­relli e Gia­como Russo Spena in Tsi­pras Chi? Il lea­der greco che vuole rifare l’Europa (Ale­gre), si spiega con la crisi senza uscita seguita all’implosione della «sini­stra radi­cale» ita­liana dopo le ele­zioni poli­ti­che del 2008 che l’hanno can­cel­lata dall’arco par­la­men­tare come sog­getto autonomo.

Dopo il nuovo fal­li­mento della «Rivo­lu­zione Civile» di Ingroia alle ele­zioni suc­ces­sive del 2013, quello dell’alleanza «Ita­lia Bene Comune» tra Sel e Pd che ha pre­fe­rito le «lar­ghe intese» con Ber­lu­sconi e oggi con Alfano, dopo l’affermazione del Movi­mento 5 Stelle di Grillo, Tsi­pras è tor­nato in Ita­lia come «Papa stra­niero». Ha fede­rato i resi­dui di quell’esperienza (Rifon­da­zione Comu­ni­sta e Sel, ma non il Pdci) con altri sog­getti o rag­grup­pa­menti come Alba, per il momento in vista delle euro­pee. Sulla con­ti­nua­zione di que­sta espe­rienza, ad oggi tenuta insieme dal pre­sti­gio intel­let­tuale dei suoi «garanti» (Luciano Gal­lino, Marco Revelli, Bar­bara Spi­nelli, Guido Viale) poco, o nulla, si sa. Per il momento avanza la sug­ge­stione per una figura poli­tica, che ha attra­ver­sato il movi­mento No Glo­bal, si è poi messo a fare poli­tica senza mai rinun­ciare aalle sue idee poli­ti­che. Un esem­pio di coe­renza e lun­gi­mi­ranza che oggi viene rico­no­sciuto a livello internazionale.

Il libro di Puc­cia­relli e Russo Spena è il primo a rac­con­tare, da sini­stra, la sto­ria di una bat­ta­glia impari, quella di un Davide greco, per di più di «sini­stra radi­cale» con­tro i poteri forti in Gre­cia e il Golia tede­sco in Europa. Un Davide che un son­dag­gio Mrb per il sito Real​.Gr viene dato al 19,9% con­tro il 19,7 di Nuova Demo­cra­zia del primo mini­stro Anto­nis Sama­ras alle euro­pee. I son­daggi per le pros­sime poli­ti­che ad Atene con­fe­ri­scono al par­tito di Tsi­pras la mag­gio­ranza rela­tiva e la defi­ni­tiva can­cel­la­zione del Pasok – il Pd greco – respon­sa­bile dei quat­tro memo­ran­dum e delle poli­ti­che di auste­rità impo­ste dalla Bce, dalla Ue e dall’Fmi che hanno distrutto la Gre­cia. Con que­ste ele­zioni euro­pee Syriza si è messa alla guida «della resi­stenza euro­pea al neo­li­be­ri­smo» sostiene Tsi­pras nell’intervista rila­sciata agli autori del libro.

L’operazione è intel­li­gente: dal suo punto di vista, il lea­der greco con­duce una bat­ta­glia impor­tante a livello con­ti­nen­tale e sta usando la sua cam­pa­gna elet­to­rale per pre­pa­rarsi a vin­cere le ele­zioni in patria. «Siamo solo alla prima bat­ta­glia di una lunga guerra, e ora i gene­rali sono Mer­kel e Tsi­pras. Domani chissà» — aggiunge Tsi­pras – Ci sono due visioni del mondo: uno del capi­tale e dei mer­cati, l’altro dell’unione dei popoli d’Europa». Puc­cia­relli e Russo Spena arri­vano così al nucleo del pro­blema. Come mai Syriza, che fino a due anni fa era cono­sciuta solo dagli ex atti­vi­sti o diri­genti della sini­stra ita­liana, è diven­tato un par­tito mag­gio­ri­ta­rio? Basta, forse, avere annun­ciato – come per lungo tempo è stato fatto a sini­stra – di volere andare al governo per otte­nere una cre­scita espo­nen­ziale dei voti dal 4% nel 2009 all’attuale 26,9%? La domanda viene rivolta ai diri­genti, ai mili­tanti e agli intel­let­tuali che si rico­no­scono oggi in Syriza, ma non ottiene una rispo­sta pre­cisa. Per fare poli­tica, è chiaro che biso­gna volere andare al governo. Più forte ci sem­bra la moti­va­zione riba­dita nel libro: biso­gna farsi tro­vare nel posto giu­sto, nel momento giusto.

È que­sta la lezione machia­vel­liana che Syriza ha impa­rato stando nelle lotte, duris­sime, con­dotte dalla società greca con­tro i governi delle lar­ghe intese e le poli­ti­che di auste­rità. Una scelta dif­fi­ci­lis­sima, quella di «stare nel gorgo» di una lotta, nelle sue con­trad­di­zioni, nel dramma di uno scon­tro che ha saputo dispie­gare effe­ra­tezze, da entrambe le parti.

Radi­ca­mento sul ter­ri­to­rio, costru­zione di coa­li­zioni con sin­da­cati e movi­menti di diversa ispi­ra­zione, ampia e arti­co­lata dia­let­tica interna che Puc­cia­relli e Russo Spena defi­ni­scono una «babi­lo­nia» sal­data dall’organizzazione di Syriza ma soprat­tutto dal cari­sma del suo lea­der 39enne. La sfida del governo non sarà facile per Tsi­pras che guida un par­tito che affronta l’aggressività interna, anche dei nazi­sti di Alba Dorata, e soprat­tutto gli attac­chi della dit­ta­tura euro­pea della Troika.

Il suo pro­gramma è soli­da­mente social­de­mo­cra­tico, neo-keynesiano, euro­peo e non nazio­na­li­stico, «avvi­ci­na­bile a un neo socia­li­smo di stampo lati­noa­me­ri­cano» scri­vono gli autori. La pro­po­sta per l’Europa è di riscri­verne i trat­tati e pro­muo­vere un New Deal, un grande piano di inve­sti­menti pub­blici per lo svi­luppo. Per fare tutto que­sto, Syriza punta sulla virtù e sulla for­tuna, ele­menti che non gli sono man­cati dal 2004 ad oggi. Il libro sarà pre­sen­tato domani a Roma al Forte Fan­fulla alle 20 con Bar­bara Spi­nelli, San­dro Medici e Argi­ris Pana­go­pou­los. Modera Daniela Preziosi.

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