L'editoriale di Gian Filippo Della Croce - A la guerre comme a la guerre
di Gian Filippo Della Croce
PERUGIA - La classica frase napoleonica ben si attaglia a ciò che sta accadendo intorno a noi in questo convulso declino della seconda repubblica , dove i toni della politica sono passati dal classico bizantinismo italico al nuovo decisionismo toscano, che può piacere o meno, ma che è frutto della degenerazione di quel bizantinismo che ha consentito alla politica degli ultimi venti anni e ai suoi protagonisti di galleggiare praticamente sul nulla, non risolvendo quasi nessuno degli urgenti problemi del paese ma mantenendo intatti privilegi e prebende.
I toni duri sono quelli più usati in questo momento,dal primo ministro fino all’ultimo consigliere comunale, dal segretario nazionale fino all’ultimo segretario provinciale, il bon ton o il non “facciamoci male” sono ormai un pallido ricordo del passato. Che abbia ragione Grillo quando identifica con la parola “guerra” il confronto politico attuale? Anche in questo caso si può essere d’accordo o meno con il comico genovese, ma una componente bellica nella politica ormai è più che evidente e la investe in tutte le direzioni, dall’alto al basso, da destra a sinistra. Del resto la situazione in cui versa il paese è drammatica e sicuramente non si può affrontare con un sorriso, in questo contesto la politica nostrana abituata alla lentezza è venuta a trovarsi a disagio di fronte all’urgenza dei problemi e delle soluzioni , i moduli tradizionali sono saltati e questo può spiegare in parte la durezza dei linguaggi e degli atteggiamenti attuali, riscontrabili anche fra i cittadini nei confronti dei politici ai quali non si risparmia ormai nulla .
Lo stiamo vedendo, oltre che nel confronto fra le cosiddette forze politiche(ormai sempre meno forze), all’interno delle stesse , proprio in occasione della prossima tornata elettorale per le amministrative e le europee. A Perugia per esempio si sta assistendo all’interno dei principali schieramenti politici a un vero e proprio cannibalismo nella scelta dei candidati e nella formulazione delle liste con aspri confronti sui media e sulla rete in particolare, indotti anche dal fatto che i posti a disposizione in consiglio comunale sono meno rispetto alle elezioni passate e quindi “a la guerre comme a la guerre”, i candidati sindaci vengono bruciati in serie, i candidati consiglieri vengono continuamente messi in discussione e l’aria che tira fra i cittadini è visibile dal referendum messo in atto da un quotidiano locale che li invita ad esprimersi sul candidato preferito.
Ci sono poi accadimenti collaterali che confermano tutto questo, prendiamone uno ad esempio :quello di una lista civica che richiede all’Università di Perugia una sala per tenere una pubblica assemblea, sala che viene concessa ma che qualche giorno prima della data fissata per la sua utilizzazione viene negata dalla stessa Università, adducendo problemi tecnici non meglio specificati. Così la lista civica è costretta a trovare una soluzione di ripiego, subendo anche il danno di aver inviato centinaia di inviti nei quali si annunciava che l’assemblea sarebbe stata tenuta presso l’Università e venendo a conoscenza in seguito che il rifiuto tardivo della sala era stato indotto da alcune telefonate “importanti” .




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