ASSISI - "Non si puo' dire riforma perche' si', ma riforma per che cosa": cosi' Susanna Camusso, segretario della Cgil, al convegno nazionale della Fp Cgil ad Assisi, sul tema della riforma della pubblica amministrazione.
 

Per Camusso "non si vede quel senso di riforma che noi rivendichiamo". "Siamo per la riforma - ha ribadito - perche' pensiamo che il nostro paese ha bisogno di piu' pubblico, ed abbiamo sempre pensato che il pubblico e' una delle forme con cui si crea convivenza civile. Abolendo i servizi pubblici – ha concluso Camusso - non si determina una migliore condizione delle persone, perche' se ci si limita a tagliare senza cambiare, si fa esercizio di conservazione".

 

Enella circostanza la segretaria nazionale della Cgil ha anche ribadito un "no" deciso al blocco dei contratti pubblici fino al 2020.

"Noi invece pensiamo che il 2014 debba essere l'anno dell'apertura dei tavoli contrattuali", ha detto. "Non si puo' fare un blocco dei contratti per una categoria per tanti anni - ha poi affermato - per rispetto ai lavoratori, alle loro condizioni di lavoro e al carico di lavoro che nel frattempo e' anche molto cresciuto perche' come noto nel pubblico gli organici si sono progressivamente ridotti".
 

Secondo Camusso, inoltre, "non si puo' fare perche' sarebbe anche dal punto di vista delle politiche economiche del Paese sbagliato, perche' si continuerebbe a ridurre il reddito dei lavoratori e quindi anche la possibilita' di consumare e tenere in piedi i servizi". Ed infine ha aggiunto: "Non si puo' fare perche' avrebbe al centro la logica di svalorizzare il lavoro invece di valorizzarlo e renderlo anche organizzativamente e
qualitativamente utile al Paese".
 

"Il rinnovo dei contratti pubblici - ha detto in conclusione - non deve essere visto non come rinnovo di privilegi ma come modo per far si' che i lavoratori abbiamo contratti positivi".

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