“E' tempo che la comunità umbra, in maniera unitaria e compatta, chieda con forza a ThyssenKrupp certezze per il futuro industriale di Ast, azienda strategica non solo per la nostra regione ma per l'interno paese”. Ad affermarlo è Claudio Cipolla, segretario generale della Fiom Cgil di Terni, che analizza lo stato della situazione della più importante azienda umbra.

“Che il ritorno di Thyssen a Terni sia stato un 'matrimonio di interesse' e non un atto d'amore è ormai evidente – spiega Cipolla - Lo ha confermato anche il dirigente di Tk Joachim Limberg nell'incontro dello scorso 18 marzo. Ma oltre all'interesse economico della multinazionale, c'è un interesse forte dei lavoratori e della comunità ternana tutta a che questo matrimonio non si concluda negativamente”.

Secondo Cipolla infatti è fondamentale creare le condizioni per cui, quando Thyssen deciderà di rimettere sul mercato Ast (visto che la multinazionale, ad oggi, mantiene la decisione di uscire dal business dell'inox) lo faccia garantendo al sito ternano le condizioni per un rilancio delle sue attività.

“Certamente – prosegue il segretario della Fiom – nello scenario che avevamo difronte l'essere rientrati in una grande multinazionale come Tk ha offerto delle garanzie. Ma permangono dubbi e criticità”. Tra queste Cipolla indica la preoccupazione rispetto all'autonomia commerciale e finanziaria del sito (“va scongiurata l'ipotesi che Ast possa diventare una semplice unità produttiva, all'interno del gruppo”, dice il segretario Fiom) e poi, c'è l'incognita del piano industriale, unico strumento che può offrire certezze sugli impegni che Thyssen prenderà per Terni.

In merito al piano industriale, sono tre i paletti che i sindacati, unitariamente, chiedono di piantare saldamente sul terreno: pieno riconoscimento del ruolo fondamentale, irrinunciabile e strategico per il territorio delle società controllate, nell'unitarietà del sito; concretezza e adeguatezza degli investimenti sull'area a freddo, quella in cui si fanno gli utili, sia da un punto di vista quantitativo, che sul piano della qualità e dell'innovazione di processo e di prodotto; recupero dei volumi di acciaio black (area a caldo) persi negli ultimi anni, in particolare quelle 400mila tonnellate destinate all'Alabama che sono venute meno e senza le quali la produzione rischia di essere sovradimensionata e diseconomica.

“Su questi nodi fondamentali – annuncia Cipolla - come organizzazioni sindacali abbiamo avviato una serie di iniziative istituzionali sia a livello locale che coinvolgendo i parlamentari umbri”. Ad esempio è di oggi la firma del protocollo sulla sicurezza, un importante impegno che si rinnova per la terza volta, “a dimostrazione – spiega il segretario Fiom - del valore del sistema di relazioni ternano e dell'attenzione rispetto al tema fondamentale della salute e della sicurezza sul lavoro”. “Appalti e ambiente sono gli altri due capitoli sui quali nei prossimi giorni chiediamo con forza un intervento analogo – aggiunge Cipolla - per valorizzare l'esperienza ternana e migliorarne ulteriormente i livelli qualitativi sotto i profili del lavoro e della vivibilità per i cittadini”. 

“Il messaggio che deve arrivare con forza alla multinazionale – conclude il segretario Fiom – è che questa comunità negli anni della crisi ha già pagato un abbondante tributo in termini di occupazione e che non saranno più sopportabili ulteriori sacrifici per i lavoratori, siano essi di Ast o delle ditte controllate”.

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