Gualdo Tadino/ Allarme sanità. Chi non vede i problemi, non può fare il Sindaco
Quando nel luglio del 2012 abbiamo dato vita all'iniziativa “Giù le forbici dalla sanità!” avevamo già ben chiaro cosa avrebbero comportato i tagli sul sistema sanitario regionale derivanti dalla cosiddetta spending review. La riconversione dei posti letto ospedalieri di Branca in posti di RSA è una delle conseguenze derivanti da quel processo che prevedeva l’obiettivo di raggiungere i 3,7 posti letto ogni mille abitanti. Numeri che pesavano come pietre e già allora facevano il paio con la percentuale di Pil che spendiamo per la sanità e che corrisponde al 7,1%, a differenza del 9% che in media si spende nel resto d'Europa, con un numero altrettanto medio di posti letto ogni mille abitanti che supera le 4,5 unità.
Oggi, a Gualdo e nel territorio che ospita l'ospedale comprensoriale della rete dell'emergenza-urgenza, stiamo solo assistendo agli effetti di quanto avevamo denunciato allora: la spending review che ha sottratto 20 miliardi di euro alla sanità si è abbattuta indiscriminatamente anche su un servizio sanitario regionale come quello umbro che aveva comunque dato prova di saper ridurre alcuni sprechi e diversi doppioni con la riorganizzazione della sua rete ospedaliera, la riconversione a servizi territoriali dei nosocomi e la dismissione definitiva dei più vetusti tra essi, attestandosi come uno dei più virtuosi del nostro Paese in termini di qualità e di appropriatezza dell'offerta ed in termini di sostenibilità economica e di adeguatezza rispetto agli obiettivi di stabilità della finanza pubblica, pur senza accanirsi sui cittadini con l'inasprimento dei ticket.
A fronte di quella situazione e nel segno delle migliori tradizioni di governo della nostra regione, la Giunta Regionale non si era fatta crescere l'erba sotto i piedi e aveva messo in campo uno sforzo riformatore senza precedenti per difendere e mantenere il carattere pubblico del servizio sanitario, per ridurre ulteriormente le spese e per individuare e colpire talune inefficienze e fonti di spreco.
L'esito di quel processo che oggi constatiamo non è però equanime: la decisione di istituire 14 posti letto di RSA in regime ospedaliero rende incerto il futuro del nosocomio comprensoriale, pone un grave pregiudizio alla nostra EASP (che è comunque un'istituzione di diritto pubblico, non ha dividendi da spartire e svolge una funzione rilevantissima sotto il profilo sociale) ed insieme alle altre scelte su cui abbiamo lanciato allarmi in questi giorni mette radicalmente a rischio il successo del percorso di ridestinazione dell'ex Calai, anche secondo gli scarni impegni assunti col Protocollo d'intesa.
Non ne facciamo certo una questione di campanile, ma in un'ottica di razionalizzazione generalizzata del sistema sanitario regionale, diventano irricevibili le decisioni dei vertici della nostra ASL: prima di tagliare in questo territorio sulla carne viva dei servizi ai cittadini ci sono ancora da sciogliere alcuni nodi irrisolti che riguardano l'ospedale di Umbertide o la pappatoria di posti letto RP e RSA in regime di lungodegenza e/o riabilitazione che continua a garantirsi, per esempio, il folignate. E si devono aggredire con maggiore determinazione le poste di bilancio dove effettivamente risiedono gli sprechi maggiori e più intollerabili (appalti, acquisti, incarichi e indennità dirigenziali e circolo vizioso intramoenia/liste d'attesa/attività liberoprofessionali).
Alla luce di queste evidenze, l'ostinazione dell'ex Sindaco Morroni nel difendere una prospettiva così aleatoria e la carta straccia dei suoi accordi con Regione ed ASL, è davvero avvilente per Gualdo. La pervicacia con cui egli difende la sua firma, rispetto alla realtà mutevole e per niente positiva che si fa avanti, ha un che di masochistico: la ridestinazione dell'ex Calai, così come si realizzerebbe a seguito di quanto sta capitando, si ridurrebbe ad un trasloco di un EASP impoverito nei servizi e, per di più, chiamato a sostenere l'onere dell'affitto, con un Centro salute (poliambulatori, guardia medica, prelievi, SERT, consultorio ecc.) che a forza di grattare sta diventando un osso.
Su una questione così cruciale per la nostra città come quella legata alla sanità, alla salvaguardia dei servizi sul territorio e alla prospettiva di riconversione dell'ex Calai, chi non vede e non sa riconoscere i problemi privilegiando le sue esigenze di propaganda insignificante, non può fare il Sindaco. É questa la morale semplice semplice che i gualdesi devono trarre dalle vicende di questi giorni.
Parimenti, il PD, anziché fare convegni che sovrappongono i diversi livelli della politica, delle istituzioni e dell'amministrazione per rassicurare, promettere ed esaltarsi, deve concorrere nel pretendere un ravvedimento concreto da parte dei vertici ASL. Per fare questo l'unica via istituzionale immediata e più pertinente è la convocazione urgente della Conferenza dei sindaci per rivedere le scelte della direzione e dare avvio ad una nuova, più condivisa e più corresponsabile programmazione per la riqualificazione dei servizi sanitari ospedalieri e di territorio. Perché in materia di governo della sanità anche i Comuni e di riflesso le comunità possano esercitare pienamente il ruolo e la funzione che le normative ad essi assegnano.
Per quanto ci riguarda, continueremo a tenere ben alta la guardia ed annunciamo fin d'ora che nelle prossime settimane daremo vita ad una mobilitazione per informare correttamente i cittadini su quanto sta avvenendo, per difendere il futuro della sanità pubblica nel nostro territorio e per pretendere una rimodulazione dell'Accordo di programma sull'ex Calai con Regione ed ASL, in base all'unica proposta seria in campo: la realizzazione di un centro socio-sanitario aperto sulle 24h attraverso l'istituzione della figura unica del medico per le cure primarie.
Gianluca Graciolini




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