PERUGIA - Sarà un Perugia camaleontico sul piano tattico, quello che affronterà le ultime cinque “finali” di campionato, o Camplone dopo l’esperimento 3-5-2, tornerà alle vecchie convinzioni? Stando alle indiscrezioni che arrivano da Pian di Massiano, il tecnico abruzzese sembra intenzionato a riproporre per la trasferta di Ascoli lo stesso scacchiere visto contro la Paganese. Il modulo con cui la Juventus sta conquistando vittorie su vittorie nella massima serie, sta convincendo nell’ambiente biancorosso. Lo stesso Ds Goretti, intervenuto sul’argomento in occasione della conferenza stampa di inizio settimana, si è detto meravigliato dei buoni risultati mostrati, rispetto ai soli quattro giorni in cui il 3-5-2 è stato introdotto e testato. SCOGNAMIGLIO IN PIU’ – Con il rientro dalla squalifica del difensore campano, il Perugia potrà ulteriormente blindare il pacchetto arretrato. Scognamiglio del resto il terzo centrale a sinistra lo ha già fatto e con buoni risultati già ai tempi della Juve Stabia con Piero Braglia in panchina. Con il suo rientro a rischiare potrebbe essere Sini, visto che Comotto a destra e Massoni in mezzo (a parte l’errore sul vantaggio della Paganese), sembrano trovarsi a proprio agio. 

 

FABINHO E MOSCATI – Si è molto parlato della posizione del brasiliano contro la Paganese, a tratti relegato in posizioni di difesa e fin troppo lontano dalla manovra offensiva. Anche in questo caso Goretti è venuto in soccorso di Camplone, scongiurando una possibile invenzione: “Fabio ha giocato in questo ruolo per sei mesi in serie B” e spiegando la bontà della scelta: “Viste le difficoltà di saltare l’uomo da fermo, partendo da lontano può sfruttare meglio il suo spunto e la sua velocità”. Il tutto, senza dimenticare che il brasiliano soffre da qualche settimana per un problema (infiammazione) al ginocchio, con le prestazioni chiaramente condizionate. Dall’altra parte, sono in tanti a chiedersi come mai non giochi Moscati, un esterno in grado di garantire qualità in fase di spinta e sacrificio in quella di copertura. Il giovane livornese sembra pagare più degli altri un momento di appannamento, anche se come quinto di destra potrebbe essere più utile di Conti, che ha la corsa alla Lichsteiner, ma non certo i tempi di inserimento offensivi.
 

COME “GODE” MAZZEO – Il nuovo modulo ha chiaramente restituito il gol e il sorriso a Fabio Mazzeo, che da seconda punta ha dimostrato tutte le sue qualità. Goretti lo vorrebbe ancora più cattivo, ma è davvero difficile chiedere di più ad un giocatore che è sempre nel mirino della critica e che senza avere il posto garantito e giocando, spesso, in un ruolo non suo, ha messo a segno già dieci reti.
 

LE ALTERNATIVE – Camplone in qualsiasi momento potrà tornare al suo 4-3-3, anche perché l’evoluzione tattica che lo ha portato al 3-5-2, si è basata sostanzialmente sugli stessi undici. La difesa tornerà a quattro, con l’arretramento di Conti e lo spostamento di Comotto a sinistra (o Sini con Comotto a destra), detto che Massoni e Scognamiglio sono la coppia centrale. A centrocampo Sanseverino (o Moscati), Felipe e Nicco continueranno ad agire centralmente, mentre Fabinho e Mazzeo si allargheranno nuovamente e rispettivamente a sinistra e a destra, con Eusepi centrale. Pensare a qualcosa di ulteriormente diverso, sembra essere un azzardo giornalistico e una sorta di sfida allo stesso Camplone. Certo, l’ipotesi di vedere Fabinho e Mazzeo più vicini ad Eusepi, in un più “fraseggiato” 4-3-2-1, resta probabilmente solo una soluzione da play-station. 

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