La metà dei contribuenti non arriva a dichiarare 16mila euro di reddito, mentre il reddito medio degli italiani è sotto quota 20mila. Polarizzazione ancora più spinta tra ricchezza e povertà e un esercito di 350mila persone che è stato letteralmente buttato fuori dal posto di lavoro. E' questa la fotografia che emerge dalle dichiarazioni ai fini Irpef elaborata dal ministero dell'Economia. Una lettura forse unilaterale che in qualche modo, comunque, racconta gli effetti di questa crisi economica. Una crisi che, grazie alla complicità della cassa integrazione e del blocco dei contratti, soprattutto nel pubblico impiego, ha avuto un effetto deleterio sui redditi della popolazione. 

Intanto, però, c'è chi con la crisi si arricchisce. Il 5% dei contribuenti con i redditi più alti, infatti, detiene il 22,7% del reddito complessivo, ossia una quota maggiore a quella detenuta complessivamente dalla metà dei contribuenti con i redditi più bassi. Dalle dichiarazioni 2012 risulta che oltre 113.000 soggetti hanno dichiarato immobili situati all'estero per un valore di circa 23 miliardi di euro, mentre i soggetti che risultano aver dichiarato attivita' finanziarie detenute all'estero sono circa 130.000 per un ammontare di 28 miliardi di euro. E questo mentre la stragrande maggioranza della popolazione sta arretrando vistosamente: dalle tabelle pubblicate dal Dipartimento delle Finanze, infatti, emerge che il peso dell'Irpef netto è in media di 4.880 euro. Ciò significa che il reddito netto è in media di 14.870, meno di 1.240 euro al mese. Ma - aggiunge ancora il Mef - se si sposta l’attenzione sul reddito complessivo dichiarato dal contribuente mediano, che rispetto alla media non è influenzato da valori particolarmente elevati, il reddito (lordo) scende a 15.654 euro. Tra il 2008 ed il 2012, quindi considerando l'azione diretta della crisi economica, il reddito medio dei lavoratori dipendenti e' sceso del 4,6%, quello dei pensionati e' invece cresciuto del 4,6%. L'analisi territoriale conferma che la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (23.320 euro), seguita dal Lazio (22.100 euro), mentre la Calabria ha il reddito medio più basso con 14.170 euro.

Il Mef aggiunge poi un confronto tra le dichiarazioni del 2012 e quelle del 2008, ultimo anno prima della crisi economica: ci sono ora circa 350 mila lavoratori dipendenti in meno, 190 mila pensionati in meno (anche per effetto delle misure normative sui pensionamenti introdotte negli ultimi anni), 32 mila imprenditori in meno e 138 mila soggetti in meno che dichiarano reddito da partecipazione. Al contrario si assiste ad un aumento dei lavoratori autonomi (+128 mila). Quanto invece alla consistenza degli assegni, in quattro anni il reddito medio degli autonomi è calato in termini reali del 14,3%, quello degli imprenditori è calato dell’11% e quello dei dipendenti è calato del 4,6%, mentre il reddito medio da pensione è aumentato del 4,6%. Ovviamente, dietro la classificazione di lavoratore autonomo possiamo trovare di tutto, soprattutto tanti lavoratori in nero, per esempio. Accade così che gli "imprenditori" sono 'piu' poveri' dei lavoratori dipendenti. Il reddito medio dichiarato dagli imprenditori, nel 2012, e' infatti pari a 17.470 euro mentre il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti e' pari a 20.280 euro.

Fabrizio Salvatori

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