di Umberto Marini

Il sorprendente, annunciato ma non atteso, risultato ottenuto nella mini consultazione elettorale amministrativa francese svoltasi domenica scorsa,  grazie al quale la leader del Fronte Nazional, Marine Le Pen, ha sbaragliato il campo  e che rappresenta la destra più temeraria e temibile fra i tanti acidi rigurgiti del fascismo e del nazismo presenti in Europa, è servito a confermare l’attualità di un fenomeno sempre più preoccupante che sgomenta ed inquieta. Anche troppo.

Da questa terrorizzante avvisaglia emerge che la sempre più diffusa politica populista portata avanti dalle nuove destre antieuropeiste, dai partiti “cesarei” all’italiana e dai tanti movimenti di protesta che fanno leva sulla esasperazione sociale, può determinare esiti imprevisti alle prossime elezioni di maggio, con conseguenze inattese che potrebbero riflettersi negativamente anche nel nostro Paese. Evento che sarà favorito, in particolare, dalla determinazione assunta da una gran massa di cittadini italiani che hanno annunciato di voler disertare le urne.

Da par loro, i francesi che non si sono presentati ai seggi sono stati oltre i due quinti degli aventi diritto e questo sta a dimostrare che pure essi stanno perdendo interesse nei confronti della la politica. Come si vede i presupposti di trascinamento ci sono tutti. Un sintomo di disaffezione collettiva che quasi certamente si riverberà su tutti i paesi chiamati al voto. Un calo di passione che dalle nostre parti non sorprenderebbe affatto se si attestasse su quella elevata percentuale di non votanti, favorendo in tal modo la pericolosa fazione che tiene unito il peggio del peggio dei protagonisti (?) della politica italiana.

Se così fosse la sconfitta per gli “europeisti” rappresenterebbe  uno sconvolgente evento che porterebbe alla modifica peggiorativa degli orientamenti economici e sociali delle attuali politiche europee, conducendo i paesi membri verso chine pericolose che andrebbero molto oltre alla imbarazzante questione del rifiuto della moneta unica che per il momento, sembra avere un significato opportunistico di valore contingentale e di valenza elettoralistica.

Per l’Italia, nel caso di un risultato favorevole alle destre, si prospetterebbe un rovinoso momento negativo in vista degli annunci contenuti negli ambiziosi piani programmatici di Renzi a cominciare dalla concessione del “bonus” da 83 euro mensili a favore dei lavoratori dipendenti a reddito più basso per la quale è sempre più problematica la copertura della spesa.

Se ciò accadesse il neo capo del governo si vedrebbe tarpare le ali proprio nel momento in cui tentando di innalzarsi e librare in volo è alla ricerca di sempre maggiori consensi per compensare quelli che gli negano alcuni compagni di strada del Pd rimasti fedeli a ciò che resta della vecchia sinistra italiana che non condividono il suo eccessivo avventuroso pragmatismo e l’assunzione di impegni “sparati” a raffica, con tempi di scadenza molto difficili da mantenere, rischiando che il suo protagonismo mandi tutto a “puttana”. Il che rappresenterebbe la posa in opera della pietra tombale sulle speranze dei milioni di italiani meno abbienti, impoveriti da scelte di politica  economica e fiscale insensate e classiste, iniziate con la cura tremontiana, che li hanno ridotti alla miseria ed alla disperazione.

Quella “vecchia sinistra italiana” purtroppo orfana di Berlinguer, con troppi padri putativi, ancora incompiuta, sempre in cerca di sè stessa, di una adeguata collocazione e fortemente corresponsabile del proprio fallimento, si domanda ancora come sia stato possibile che la “bella vecchia politica” italiana degli anni andati, già moribonda ai tempi della “Milano da bere” del periodo craxiano, abbia subito una metamorfosi così traumatizzante da trasformarsi in una inetta congrega ladrona, oscena ed un po’ comica, sostenuta, condizionata e messa in mano ad una squallida consorteria di ubbidienti signorsì in questo momento affranti e preoccupati per il bene perduto e da parecchie “amazzoni” dai candidi manti, attualmente terrorizzate e compassionevoli in cerca di nuove avventure e di novelli danarosi habituès.

Quella, una destra allo sbando per non avere più precisi punti di riferimento né grandi speranze per il futuro, ormai giunta al “rompete le righe”. Il suo proprietario, dopo essere stato costretto a rinunciare alla candidatura sia alle europee che alle politiche e prossimo alla carcerazione ma in cerca di una qualche alternativa, dopo il rifiuto dei figli a “scendere in campo” in sua vece, per evitare la dissolvenza e l’uscita definitiva dalla scena politica di quella costosa sua “creatura”che in questo momento sembra divenuta una figlia di n.n., brancola talmente nel buio che ieri si è avventurato nella difesa del guerrafondaio suo amico Putin, dimostrando di aver perduto totalmente anche il senso della ragione e della pudicizia.

Il vecchio “capobastone”, ormai distrutto moralmente e nel fisico, da qualche giorno sta “smobilitando” avendo dato inizio all’alleggerimento delle spese “superflue”. Ha principiato con la messa in libertà della storica e fedele segretaria Marinella che per anni ha vissuto da vicino e coperto tante inconfessabili “maracchelle”. Alfredo, il maggiordomo, sentito il puzzo di bruciato, se n’é andato “sua sponte” portandosi appresso un tfr di tutto rispetto con il quale ha aperto un ristorante. Attualmente alla corte dei più stretti e devoti personali servitori c’è rimasto solo il cuoco Michele, artefice di manicaretti molto bilanciati in grassi e giuste calorie che consentono all’ex cavaliere di mantenere una forma accettabile per la sua età non proprio verde, in modo tale da non sfigurare al braccio della fidanzatina quando vanno per acquisti, portandosi al guinzaglio il fido Dudù. L’unico essere vivente che ancora gli è amorevolmente accanto senza altro interesse che non vada oltre una manciata di crocchette per cani. Ah, se lo avesse fatto anche con altri cagnacci rognosi che gli giravano intorno con ben altre mire!

 

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