Ieri 21 marzo  si sarebbe dovuta riunire la Cassazione per emettere la sentenza di terzo grado figlia dell’operazione Brushwood, ma lo sciopero degli avvocati ha dato luogo ad un rinvio a data da destinarsi, la storia perciò continua e gli esiti finali di natura giuridica sono ancora da conoscere. Il giudizio popolare al contrario è arrivato da tempo e la condanna verso l’operazione politico-militare-mediatica messa in scena il 23 ottobre 2007 è stata ferma e unanime.

A 7 anni di distanza da quei fatti, in tanti sono tornati ad incontrarsi e ad esprimere solidarietà a chi ancora è costretto a fare i conti con la macchina giudiziaria dello stato che per forza d’inerzia cerca di arrivare al capolinea di una vicenda che non interessa più a nessuno dei protagonisti, vista la bufera che ha travolto li principale tra gli attori dell’operazione militare e anche chi è stata considerata la più illustre “vittima” politica della svanita cellula anarchico-insurrezionale.

Nell’incontro di ieri i numerosi presenti hanno tenuto a ribadire in modo concorde che il modo migliore di solidarizzare e ricordare (due di loro non ci sono più) i ragazzi colpiti dall’azione repressiva iniziata sette anni fa è quello di tornare a far vivere concretamente il loro impegno di allora per la difesa dell’ambiente e del territorio che torna ad essere minacciato, dalla costruzione di nuovi centri commerciali come alla Fabbreria e nuove autostrade come la E 45.

COMITATO23 OTTOBRE

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