Con la riforma del lavoro di Renzi «sarà più facile fare un contratto ma ci saranno sicuramente più precari.». A parlare con Pagina99 della mossa del governo Renzi è Pietro Garibaldi, economista e primo estensore, insieme a Tito Boeri, della proposta di contratto unico a tutele crescenti.  Secondo Pietro Garibaldi – ordinario di economia politica all'Università di Torino e primo estensore, insieme a Tito Boeri, della proposta di contratto unico a tutele crescenti – rispetto agli annunci che lo avevano preceduto, il Jobs act è una mezza delusione: «Su ammortizzatori sociali e nuovo codice del lavoro siamo ancora al livello di annunci e di idee, mentre la liberalizzazione del contratto a termine rischia concretamente di accentuare la dualità del mercato del lavoro».

 

Quali rischi vede?

La liberalizzazione per decreto del contratto a termine va incontro alle richieste delle imprese che si lamentavano dell'irrigidimento causato dalla riforma Fornero, ma è pericolosa. Per tre anni le imprese avranno la possibilità di fare quanti rinnovi contrattuali vogliono, uno al mese, persino uno a settimana paradossalmente. Liberalizzare i contratti a termine in questo modo senza toccare il contratto a tempo indeterminato aumentarà il dualismo del mercato del lavoro, tra garantiti e non, mentre Renzi diceva di volerlo ridurre. Sarà più facile fare un contratto ma ci saranno sicuramente più precari.

 

Nel disegno di legge si parla anche della sperimentazione di un contratto unico a tutele crescenti che affiancherà le altre tipologie contrattuali, che cosa ne pensa?

La logica del contratto unico era un'altra. La nostra idea era quella di trasformare i contratti a progetto in monocommittenza, e con un reddito inferiore ai 25 mila euro l'anno, in contratti a tutele progressive, con la possibilità di licenziamento nei primi tre anni ma con un indennizzo economico nel caso di licenziamento. Comunque, se si vorrà sperimentare davvero una forma di contratto unico, per renderlo conveniente sarà necessario restringere quello a termine: se si può usufruire di un contratto a termine rinnovabile di mese in mese per tre anni, che convenienza avrà per un'impresa il contratto unico? È l'impianto complessivo ad essere quantomeno contraddittorio.

PAGINA99.IT

 

 

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