E’ quanto mai urgente  definire e mettere in campo gli strumenti per  far fronte alla preoccupante situazione produttiva ed occupazionale del comprensorio ternano, creando da subito  le basi per una ripartenza.

 

Negli ultimi mesi abbiamo visto avviarsi ad un esito positivo le vicende di alcune realtà produttive della provincia, mentre per altre realtà è difficile intravedere una soluzione altrettanto felice.

 

Sono i due poli degli acciai speciali e della chimica verde che dovrebbero rappresentare il perno di una nuova stagione del manifatturiero ambientalmente compatibile, attraverso la verticalizzazione del prodotto e lo stretto rapporto con la ricerca applicata. Ma le loro potenzialità sono ben lungi dall’essere concretamente definite.

 

Domina l’attesa: per l’Ast  si aspetta la presentazione del piano industriale da parte della proprietà; per il polo della chimica verde si attende – e da parte nostra si auspica che avvenga al più presto -  il via definitivo da parte del MIUR (Ministero dell’Università e della Ricerca) , dei progetti già approvati e finanziati. Si aspetta infine la risoluzione definitiva dell’acquisto dell’area ex-Basell, un’attesa a cui sarebbe  opportuno che le Istituzioni locali, insieme alla Regione e al Governo, mettessero fine al più presto, affrontando in maniera ultimativa la proprietà, anche ricorrendo all’acquisizione coatta dell’area.

 

A queste situazioni di crisi si aggiunge l'inaccettabile decisione  da parte della Sgl Group di chiudere l'unico stabilimento  che produce elettridi in grafite in italia.

 

In questo quadro problematico si è inserito da diversi mesi il tema dell’avvio delle procedure per arrivare alla dichiarazione di area di crisi complessa da parte del Governo nazionale.  SEL ritiene che questo strumento di intervento pubblico, ad oggi l’unico utilizzabile per un processo di reindustrializzazione, vada perseguito con convinzione, facendo chiarezza sul suo utilizzo futuro e sugli obiettivi da raggiungere. A nostro avviso, gli indirizzi dovrebbero essere votati, fondamentalmente,  all’attrazione di impresa e allo sviluppo delle potenziali start-up innovative collegate.

 

E’ convinzione di SEL che questo strumento, e gli altri strumenti di intervento pubblico, possano dare il massimo risultato se il Governo nazionale, invertendo quanto fatto negli ultimi trent’anni, ricomincia a ragionare di politiche industriali, individuando i settori da sviluppare e approntando gli strumenti legislativi e attive politiche pubbliche.

 

SEL provincia di Terni

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