Le Acciaierie di Terni compiono 130 anni: il futuro con Thyssen
TERNI - Da complesso industriale piu' grande dell'Italia unita a multinazionale dell'acciaio inossidabile che guarda ai mercati globali. E' un cammino lungo e articolato quello percorso dall'Acciai speciali Terni, fabbrica che ora occupa circa 2.800 dipendenti, che tagliera' domani il traguardo dei 130 anni dalla fondazione con una celebrazione speciale nello stabilimento di viale Brin. Alla presenza anche del presidente del Senato, Pietro Grasso.
E' infatti nel 1884 che la storia di Terni - per ragioni di carattere militare, grazie soprattutto alla posizione geografica strategica e alle abbondanti risorse idriche disponibili - inizia a intrecciarsi con quella della siderurgia: con atto costitutivo del 10 marzo nasce la Societa' degli alti forni, fonderie ed acciaierie di Terni" (nome che manterra' fino al 1923), che puo' contare su una grande acciaieria, un reparto di laminazione, una grande fucina, un maglio da 108 tonnellate.
Iniziano cosi' anni di fermento industriale per la citta', che la porteranno a essere ribattezzata la "Manchester italiana".
E' in questa acciaieria che sono state prodotte le corazze delle piu' prestigiose unita' della flotta italiana, la batisfera delle esplorazioni marine di Auguste Piccard e il contenitore sferico della centrale elettronucleare del Garigliano.
Dopo i primi decenni di vita caratterizzati dalla diversificazione della produzione (dal settore idroelettrico a quello chimico) e il passaggio nel 1934 sotto il controllo dell'Iri, e' negli anni Sessanta che l'acciaieria consolida la sua presenza nel settore degli acciai speciali, in particolare negli inossidabili piani.
Nel dicembre 1988, all'interno del risanamento della siderurgia pubblica italiana, la Terni acciai speciali cede gli impianti all'Ilva, mentre sei anni dopo l'azienda viene definitivamente privatizzata. La tedesca Krupp, con una cordata che coinvolge anche Falck, Agarini e Riva, ne diviene la proprietaria e, nel 2001, dopo essersi fusa con la Thyssen assume la proprieta' delle intere azioni.
Quattro anni dopo la vertenza che ha mobilitato l'intera citta': la proprieta' decide la graduale riduzione della produzione di acciai magnetici, fino alla totale cessazione.
Particolarmente ricca di avvenimenti e sorprese la storia piu' recente. Nel 2011 TK decide lo scorporo del settore inossidabile, tra cui l'Ast, in un soggetto operativo indipendente, annunciando poi la vendita alla multinazionale finlandese Outokumpu. La Commissione europea approva l'operazione ma, per assicurare il rispetto della normativa sulla concorrenza, la subordina alla nuova cessione degli
impianti ternani, riacquistati nuovamente, a sorpresa, proprio dalla ThyssenKrupp, dal febbraio scorso azionista di maggioranza.




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