La Giunta Umbria preadotta il disegno di legge sugli agriturismi
PERUGIA - "Per lo sviluppo del sistema agrituristico l'Umbria si dotera' di una nuova disciplina regionale che tiene conto dell'evoluzione del settore
nell'ultimo decennio, trattando in modo organico le principali attivita' realizzabili, con norme chiare e semplificate e con la novita' dell'agricoltura sociale". E' quanto ha sottolineato l'assessore regionale alle Politiche agricole, Fernanda Cecchini, rendendo noto che la Giunta regionale, su sua proposta ha preadottato il disegno di legge in materia di "Agriturismo, fattorie didattiche e agricoltura sociale".
Entrando nel merito del disegno di legge - riferisce un comunicato della Regione - Cecchini ha evidenziato che per quanto concerne l'agriturismo, partendo dalla legge regionale n. 28/1997 "Disciplina delle attivita' agrituristiche" e successive modifiche, si e' andati ad una revisione della normativa vigente relativamente agli aspetti urbanistico, amministrativo e igienico-sanitario.
"Tutto cio' - ha aggiunto - nel quadro di un deciso snellimento delle procedure che prevede, tra l'altro, semplificazioni per l'avvio dell'attivita' agrituristica, in precedenza subordinata al rilascio dell'autorizzazione comunale".
Il provvedimento, gia' oggetto di un primo confronto con i soggetti interessati, seguira' ora la fase formale di partecipazione nell'ambito del Tavolo tematico dell'Alleanza per lo sviluppo "Valorizzazione della risorsa Umbria" e del "Cal", il Consiglio delle autonomie locali, prima di tornare in Giunta per l'adozione definitiva e l'invio al Consiglio regionale.
"Finora abbiamo registrato una sostanziale condivisione e apprezzamento per la proposta nel suo complesso da parte delle organizzazioni professionali del settore agricolo - ha affermato l'assessore -. Allo stesso tempo abbiamo raccolto anche alcune osservazioni su elementi di criticita' evidenziati dalle organizzazioni di categoria degli albergatori e dei ristoratori, che hanno sollecitato un tetto massimo per i posti letto e per i pasti, un maggiore peso dei prodotti di propria produzione nell'ambito della somministrazione di pasti e di bevande e un sistema di controllo maggiormente efficace".
Quanto al tetto massimo per l'attivita', "si e' optato per fissare il limite di ricettivita' agrituristica sulla base di un concetto di prevalenza delle attivita' agricole su quelle agrituristiche. A fronte di questo, verranno concordate con i servizi competenti in materia di turismo le tabelle tempo-lavoro che saranno approvate nel regolamento attuativo".
Per quanto riguarda la quantita' dei prodotti aziendali nella somministrazione dei pasti, il disegno di legge, "recependo i principi della legge nazionale - ha spiegato l'assessore – fissa il limite in almeno il 30 per cento di prodotto aziendale nell'ambito di un 85 per cento complessivo di prodotti regionali tipici. L'attuale legge regionale fissa il limite nel 67% di prodotti propri o regionali indistintamente".
Relativamente alle piscine, e' stato inserito un tetto di trenta posti relativamente alle strutture che possono beneficiare della deroga, allargata a tutte le attivita' ricettive.
Il sistema di controllo "si allinea a quanto previsto per il settore turistico con la possibilita' che la Giunta regionale possa stipulare accordi di programma con organismi nazionali di controllo per specifiche esigenze".
Norme chiare anche per l'utilizzo di strutture agrituristiche da parte di soggetti che non sono ospiti. "Questi ultimi – ha precisato Cecchini - possono usufruire delle strutture agrituristiche, dietro corrispettivo, solo quando le attivita' proposte siano in connessione con le risorse agricole dell'azienda".
Come attivita' connessa, "viene data la possibilita' di vendere prodotti aziendali o provenienti da altre aziende agricole. L'azienda agricola che esercita attivita' agrituristiche non puo' esercitare altre tipologie di ospitalita' e di ristorazione di carattere commerciale o a questo assimilabile".
In materia di fattorie didattiche, si e' provveduto ad un aggiornamento della precedente legge regionale n. 13/05.
"Si tratta sempre di un'attivita' connessa all'agricoltura - ha continuato l'assessore - che prevede l'ospitalita' nelle aziende agricole al fine di promuovere la conoscenza del territorio rurale, dell'agricoltura e dei suoi prodotti ed in generale del legame esistente fra alimentazione e patrimonio storico-culturale. Un'attivita' che potra' essere destinata non soltanto a scolaresche, ma anche a famiglie, associazioni e gruppi di interesse nell'ambito di una sola giornata o in piu' giornate prevedendo, in quest'ultimo caso, anche l'alloggio e la somministrazione dei pasti".
"Viene poi introdotta la novita' delle fattorie sociali – ha aggiunto -. In maniera sinergica, diamo cosi' risposta da una parte a un'esigenza di welfare diffuso e dall'altra a individuare ulteriori possibilita' di incremento dei redditi agricoli".
Finalita' della fattoria sociale sono "l'inclusione socio-lavorativa di soggetti appartenenti alle fasce deboli e di soggetti svantaggiati e disabili, la fornitura di prestazione e di servizi sociali, sociosanitari, riabilitativi, terapeutici, formativi ed educativi per famiglie, anziani, categorie deboli, soggetti svantaggiati e disabili.
"Siamo convinti che la nuova disciplina regionale accompagnera' e dara' nuovo impulso allo sviluppo all'agriturismo umbro - ha concluso l'assessore Cecchini - integrandolo nel sistema turistico regionale, con opportunita' di lavoro e reddito per le nostre aziende agricole che investono per diversificare le proprie attivita' e concorrono alla promozione e alla valorizzazione dell'Umbria, cuore verde d'Italia non solo per slogan".




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