Presentato a Costacciaro il "Manifesto delle Comunità dell’Appennino”
COSTACCIARO - Proteggere le risorse ambientali e naturali, riconoscendone il valore di bene comune non soltanto per l'Appennino, ma per l'intero Paese, anche attraverso il ruolo cruciale delle aree protette, che devono diventare "laboratori di futuro", proteggendo e valorizzando le risorse naturali e la biodiversita' selvatica e agricola, rafforzando le economie del territorio e delle Comunita', a cominciare da una nuova idea di turismo in un modello di sviluppo sostenibile. E' questo il messaggio del "Manifesto delle Comunita' dell'Appennino", che oggi a Costacciaro, presso la sede museale del Parco del Montecucco, e' stato presentato in una iniziativa pubblica sul tema "L'Appennino che verra'/ Lo sviluppo rurale nell'Appennino: opportunita' e scelte", promossa dalla Regione dell'Umbria e da "Slow Food".
"Un appuntamento importante - ha detto l'assessore all'agricoltura della Regione Umbria Fernanda Cecchini – che coinvolgendo sindaci e operatori, ha rappresentato un momento-chiave per raccogliere proposte, idee e suggerimenti, in questa fase in cui la Regione e' impegnata nella definizione della nuova stagione di programmazione, aperta dalla nuova 'Pac' e dal nuovo Programma di Sviluppo Rurale".
"Le Regioni Appenniniche - ha sottolineato Sonia Chellini, presidente di Slow Food Umbria, introducendo i lavori - possono costituire oggi, nella loro potenziale ricchezza, una grande occasione di ripartenza, e l'Umbria, in questo processo che abbiamo avviato nel mese di novembre (con la redazione del Manifesto e di un "Documento di Stato e d'intenti, Ndr), costituisce un fondamentale punto di snodo. E' importante - ha aggiunto Chellini - che si torni a parlare di Appennini in termini di prospettiva e giacimento di opportunita': ora il progetto - ha sottolineato con una metafora - marcera' con le sue gambe per tutti i 1300 chilometri, in cui si articola la catena appenninica".
"E' una giornata importante e particolare - ha affermato il sindaco di Costacciaro, Rosella Bellucci -, in cui si puo' gia' fare un bilancio dei primi risultati: c'e' un protocollo d'intesa dei Comuni per coordinare le attivita', c'e' un'Associazione per il Distretto Umbro-Marchigiano, e c'e' la proposta di un consorzio di operatori privati, in grado di gestire l'offerta dei territori e la sua commercializzazione a livello turistico.
Bellucci ha sollecitato una "riflessione sul Sistema Regionale Parchi e la sua 'governance'", lamentando soprattutto l'insufficienza di fondi per la manutenzione ordinaria.
Al convegno sono intervenuti sindaci, amministratori e operatori, produttori agricoli e tecnici, il presidente di "Slow Food" Italia Roberto Burdese e Jacopo Fo, rettore della "Libera Universita' di Alcatraz", con sede nell'Eugubino, Mariano Tirimagni, presidente del Gal dell'Alta Umbria e Luca Santini, presidente del Parco delle Foreste Casentinesi, Silvana Crespi di "Slow Food" e Luigi Bettin di "Sviluppumbria".
Dai numerosi interventi e' emerso che esiste e va perseguita la possibilita' di rimettere al centro dell'attenzione nazionale il ruolo delle cosiddette "zone marginali" nella costruzione di una economia locale, legata alle radici culturali, sociali e produttive dei territori, legando la risorsa faunistica all'economia territoriale e alla protezione delle risorse. In gioco - e' stato ribadito - c'e' una nuova concezione dell'agricoltura, definita come "l'architrave del sistema economico appenninico".
"Quello che e' emerso oggi con chiarezza - ha commentato l'assessore Cecchini - e' che non ci puo' essere territorio montano senza agricoltura, che la preservazione del sistema agricolo e' fondamentale come presidio del territorio e come tutela della biodiversita'. Siamo grati a 'Slow Food' – ha aggiunto - per questa iniziativa, che va nella stessa direzione in cui da tempo siamo impegnati. Le risorse finanziarie assicurate dai fondi comunitari - ha aggiunto l'assessore – ci sono, e lungo questa strada continueremo a lavorare, nel nome di una agricoltura multifattoriale e multifunzionale, che aumenta le competenze e le responsabilita' degli agricoltori, che tutela il paesaggio rurale e valorizza le produzioni di qualita'. Oltre a creare - ha concluso Fernanda Cecchini - una nuova offerta di turismo consapevole, attento ai valori tradizionali e alla sostenibilita' ambientale".




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