Crisi Umbria/ IV trimestre 2013 problematico per Confindustria
PERUGIA - Il profilo congiunturale del quarto trimestre 2013 si dimostra, per l'economia umbra come per quella italiana, ancora incerto e problematico: lo confermano i dati contenuti nell'indagine congiunturale di Confindustria Umbria tra le imprese industriali della regione e riferiti all'ultimo trimestre del 2013.
Nello specifico, dall'elaborazione congiunturale emerge che un terzo delle imprese ha mantenuto i livelli di produzione rispetto al trimestre precedente (34,2%) o rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso (32,0%). Il 27.7% segnala incrementi produttivi e di queste il 14,5% dichiara incrementi oltre il 5%. Infine, il 38,2% dichiara contrazioni di attivita' produttiva rispetto al precedente trimestre e il 30,7% rispetto ad un anno fa.
La congiuntura pesa su settori, territori e gruppi dimensionali di imprese in modo diverso. In linea con le tendenze nazionali sono sia l'aumento delle imprese in espansione nel comparto alimentare sia l'aggiustamento al rialzo della quota di imprese meccaniche che segnalano di aver accresciuto la produzione. Significativo anche il balzo in avanti nel comparto della lavorazione dei minerali non metalliferi (produzione di manufatti in ceramica, vetro, gesso, calce, cementi e prodotti in calcestruzzo per l'edilizia). In arretramento si rivela, invece, il comparto dell'industria grafica e cartotecnica, nel quale si riduce rispetto al trimestre precedente la quota di imprese che accrescono i volumi produttivi.
Nonostante le difficolta' generali osservate e' in crescita la quota di piccole imprese in espansione mentre le grandi imprese si mantengono poco sopra i valori osservati a inizio anno. E' tuttavia su base territoriale che si notano le divergenze maggiori. Alla riduzione della quota di imprese che chiude positivamente il trimestre in provincia di Perugia si contrappone, fino a piu' che compensare quel calo, l'aumento dell'analoga quota registrata per la provincia di Terni.
Nell'area perugina il 38,7% delle imprese si trova in una condizione di stazionarieta' mentre il 19,4% segnala incrementi di attivita' produttiva. Nel comprensorio ternano, invece, e' piu' contenuto il peso (16,7%) delle imprese stazionarie cosi' come quello (24,9%) delle imprese che lamentano riduzione nei livelli di produzione mentre e' significativa (58,3%) la quota di imprese che dichiara di aver accresciuto il regime di attivita'.
"Parlare di ripresa - sottolinea il presidente di Confindustria Umbria, Ernesto Cesaretti - appare prematuro.
Infatti, nonostante i principali indicatori abbiano registrato ulteriori, incoraggianti progressi, gli ostacoli del credit crunch, della scarsa competitivita' e della perdita di occupazione continuano ad appesantire la situazione".
"Una buona parte delle imprese manifatturiere umbre - conclude Cesaretti - e in particolare di quelle aderenti a Confindustria Umbria, ha dato prova di essersi organizzata per rispondere alle sfide del cambiamento e di sapere fronteggiare situazioni anche particolarmente complesse".




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