Dallo scorso 31 dicembre, il Comune di Gualdo Tadino è privo di una figura professionale fondamentale per il servizio sociale di base: l'assistente sociale. Senza questa presenza che le normative di settore prescrivono come basilare ed insopprimibile per tutti i progetti e le prestazioni di carattere sociale, tutto il sistema del welfare municipale è a rischio e si riduce a mera distribuzione burocratica di benefits.

Se è pur vero che nella pianta organica del Comune sia stabilmente presente l'assistente sociale,  le varie riorganizzazioni della macchina amministrativa in cui si è malamente cimentata l'ex Giunta Morroni hanno fatto sì che il personale in ruolo sia stato assegnato ad altra funzione, limitando quella originaria ai soli interventi di natura estremamente specialistica, senza aver perciò mai provveduto a colmare questo vuoto o, almeno, a programmare con dovizia le necessarie soluzioni alternative.

Lo stato in cui oggi si presentano i servizi sociali di Gualdo Tadino dopo la “cura” dell'I Care di Morroni & Co. è pertanto quello dell'abbandono e della non curanza: a rimetterci è tutta intera la nostra comunità e sono tutti quei cittadini che si avvalgono di un servizio pubblico così importante, senza più alcun riconoscimento della piena titolarità di diritti sociali dovuti ad essi per legge. Per capire la gravità dei problemi che si producono a causa di questa incredibile situazione su cui nel corso degli anni siamo più volte intervenuti sollecitando attenzione e proponendo soluzioni, basta pensare che senza assistente sociale i servizi sociali di base del Comune di Gualdo Tadino non possono più operare alcuna presa in carico di qualsiasi cittadino in stato di bisogno, non possono più garantire alcun intervento di natura sociale, non sono più in grado di assolvere a qualsivoglia intervento e a qualsivoglia funzione sociale pubblica.

Il Tribunale per i minorenni è costretto ad interrompere le relazioni con il nostro Comune a danno grave dei minori seguiti o da seguire, i programmi per tutti gli interventi già avviati non possono più essere monitorati e valutati. Ogni progetto individualizzato ed integrato con i servizi primari della ASL per l'attivazione dei servizi di cura, di assistenza sociale, di inserimento o reinserimento sociale delle persone anziane, disabili e per tutti i cittadini svantaggiati a seguito di malattia od in ragione delle loro condizioni economiche e sociali non più più essere né programmato, né progettato, né realizzato.

E sempre per capire la gravità della situazione ereditata dall'Amministrazione comunale oggi commissariata, basta pensare che tutti i Comuni umbri della stessa entità demografica del nostro possono contare su Uffici della Cittadinanza dotati di due o tre assistenti sociali, senza peraltro la necessità di dover fronteggiare la stessa complessità sociale che prostra la nostra Città e il nostro territorio.

A fronte di questa problematica grave, l'attuale regime di commissariamento prefettizio del Comune e la relativa gestione ordinaria dell'amministrazione non possono costituire un alibi per nessuno. La Regione dell'Umbria, innanzitutto, che è tenuta al controllo di gestione e che ha pur destinato risorse finanziarie agli Uffici della Cittadinanza del Piano sociale di zona per cofinanziarne le spese necessarie alla loro organizzazione ed al loro funzionamento, deve battere un colpo. Se la nuova Amministrazione comunale che uscirà dal voto di maggio sarà chiamata a trovare soluzioni stabili e definitive affinché i servizi sociali tornino ad essere il fiorellino all'occhiello che erano prima della gestione Morroni/Minelli, va oggi trovata una soluzione transitoria che consenta il ripristino della legalità e del diritto dei cittadini ad esigere prestazioni sociali adeguate.

Se il commissario di Gualdo è nell'impossibilità di provvedere a rinnovo contrattuale, se l'indizione di un concorso prevede dei tempi che non risolvono l'emergenza di questi mesi, ma se ancora esiste un Piano sociale di zona e se ancora sono validi gli obiettivi della gestione associata intercomunale dei servizi e degli interventi sociali, la Regione dell'Umbria deve imporre al Comune capofila di Gubbio l'assegnazione temporanea di un assistente sociale presso l'Ufficio della Cittadinanza di Gualdo Tadino, fino all'insediamento della nuova Giunta che senza se e senza ma avrà l'obbligo di provvedere alla soluzione autonoma, responsabile e definitiva della vicenda.

 

Per la sinistra per Gualdo

Gianluca Graciolini

Condividi