Buone nuove da Cuba
di Leonardo Caponi
L'Avana, febbraio - Quasi totalmente ignorata dai media europei e occidentali, nei primi giorni di febbraio si è svolta a L'Avana la seconda cumbre della SELAC, cioè il secondo vertice dei Paesi dell'America Latina e del Caribe aderenti all'organizzazione indipendente dagli Stati Uniti.
La conferenza ha registrato un notevole successo avendo visto la partecipazione dei 33 stati interessati, quasi tutti rappresentati al massimo livello di capi di stato e di governo, ivi compresi quelli di alcune delle nazioni maggiori come la presidente dell'Argentina e il presidente del Messico. La ciliegina sulla torta e' stata rappresentata dalla partecipazione e dall'intervento del Presidente delle Nazioni Unite.
Il vertice segnava la conclusione del biennio di presidenza cubana e quindi è stato anche un successo della dedizione e dell'impegno che il governo dell'isola caraibica ha profuso per prepararlo e, soprattutto, dell'intenso lavoro che in questi due anni ha dedicato per far crescere e sviluppare i motivi di collaborazione e coesione tra gli stati e, con essi, il peso e la forza dell'organizzazione.
Un primo motivo di riflessione e' rappresentato dal silenzio incredibile che i media occidentali hanno riservato all'avvenimento che avrebbe dovuto avere un qualche interesse se non altro perché' i partecipanti rappresentano una comunita' di circa 600milioni di persone, meta' o un intero continente, a seconda di come lo si voglia considerare, piu' grande di quello europeo. Ma e' evidente che gli Stati Uniti e le potenze occidentali non hanno alcuna intenzione e interesse a pubblicizzare una grande realta' che gli sta sfuggendo di mano, anzi che esplicitamente si propone di sfuggirgli di mano.
Con accentuazioni diverse e, probabilmente anche con l’ambiguità di qualcuno, l'aspirazione comune degli stati membri, sintetizzata efficacemente in uno degli slogan di convocazione, "diversi ma uniti", e' quello di fare fronte comune, economicamente e politicamente, per avere una maggiore forza contrattuale e una maggiore indipendenza nei confronti della potenza americana e di quello che la gran parte dei partecipanti chiama l'imperialismo.
Questa sessione della SELAC e' stata una ulteriore testimonianza di come sia cambiato il continente latinoamericano e il caribe. Fino a qualche decennio fa dominato e depredato economicamente dalle multinazionali americane e occidentali, governato da regimi conservatori o oligarchie dispotiche e sanguinarie al soldo degli interessi usa, hanno oggi conquistato autonomia politica ed economica e governi in maggioranza progressisti e di sinistra.
Non c'e' dubbio sul fatto che la resistenza di Cuba in questi decenni sia stata premiata e, probabilmente, anzi sicuramente, senza la resistenza di Cuba, l'America latina sarebbe ben diversa da quella che e' oggi. Del resto, anche il "cuore" della SELAC, e'' rappresentata da Alba, l'alleanza bolivariana dei sei stati di orientamento comunista o socialista radicale che e', si puo'dire come afferma il Presidente venezuelano Maduro in una intervista al Gramna, una"creatura" dell'esperienza cubana e castrista, senza la quale lo stesso grande fenomeno che oggi riscuote interesse, consenso e rispetto in tutta l’America latina, il "chavismo", non avrebbe mai potuto nascere e affermarsi.
Sono certo esperienze, queste "rivoluzioni" del caribe, da valutare con senso critico e senza visioni romantiche o idealizzate. Ma agli esteti delle presunte liberta' democratiche presenti anche nella sinistra e nel progressismo italiano ed europeo, si deve rispondere che bisogna arrivare fin quaggiu' per capire la durezza della realta' e della lotta. E, soprattutto per capire un dato: quello in atto qui e nel mondo, non e' uno scontro alla pari: da una parte c'e' una oligarchia ricca e dominante, dall'altra masse immense di persone che hanno a che fare ancora con problemi primordiali come la denutrizione, l'analfabetismo, la poverta ' estrema, la mancanza di acqua potabile, malattie che da noi sono estinte da decenni. Gente quindi, certo non per sua responsabilita', facilmente ricattabile e manovrabile. In questo ambito valutare una presunta superiorita' e invocare l'instaurazione del modello politico istituzionale occidentale, e'' una presa in giro, a parte il fatto che i leaders di questi paesi sono stati eletti con libere elezioni. Se si perde di vista questo dato della realta', tutto diventa disorientato e incerto e l'unica certezza sara' quella non di arrivare ad un approdo intermedio, ma di tornare al sistema, ancora piu' incrudito, che si voleva lasciare
La lunga dichiarazione finale del vertice, sebbene contenga per lo più dichiarazioni di principio e intenti generali, e' politicamente netta e culturalmente molto avanzata. L'insistenza sui temi ambientali e lo sviluppo sostenibile e l'emancipazione umana e dei generi, ne e' il segno evidente. La SELAC si propone di far avanzare l'unita' e la collaborazione tra gli stati membri per creare un mercato comune e realizzare azioni concertate per combattere i problemi del continente a partire a quelli sopraricordati della miseria, dell'analfabetismo, della cura delle malattie. Non sfugge agli stati membri che in un mondo sempre più polarizzato, anche il latino america puo' avere un peso maggiore presentandosi come una comunita' unica e solidale.
Molto netta, tra le altre cose, la condanna del bloqueo americano nei confronti di Cuba e la richiesta della sua rimozione.
Insomma un nuovo continente latino americano si sta presentando sulla scena del mondo e si dota di una organizzazione di Stati in forma tra essi paritaria, che pare destinata soppiantare la classica organizzazione degli stati americani, quella fondata e voluta dagli Usa. Questo e' l'obiettivo di Cuba e dei Paesi piu' avanzati. Se sara' realizzato, prima di essere un loro nuovo successo, sara' una nuova possibilita' per il mondo intero.




Recent comments
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago