Terni/ Franco Todini: "La ripresa parta dal territorio"
TERNI - Considerando la necessità di invertire il flusso dei processi decisionali che partono da Bruxelles e, passando per Roma e Perugia, arrivano infine a Terni, bisogna risalire la china con decisione e autorevolezza. La richiesta di "area di crisi complessa" può essere, infatti, un boomerang: le risorse sono di dubbia consistenza; le procedure sono lente ed esasperanti; non esiste un progetto di sviluppo sul quale orientare eventuali risorse e, soprattutto, non garantisce una governance locale. Invertire il flusso significa partire dal territorio.
L'opportunità, in tal senso, è data dagli indirizzi comunitari dettati dall'Agenda Europa 2020, secondo i quali i progetti devono partire dal territorio, permettendo l'utilizzo di risorse plurifondo. Però, a quanto ci risulta, la Regione Umbria non va in questa direzione. Infatti sta predisponendo bandi che, in discordanza con quanto richiesto dagli indirizzi comunitari, prevedono interventi verticali e settoriali (formazione, etc) che causano la polverizzazione e la canalizzazione dei fondi stessi.
Occorre, pertanto, una forte presa di posizione da parte dell'Amministrazione Comunale. La soluzione potrebbe essere che Terni si faccia capofila di un'associazione di comuni dell'area, affinché le linee guida di Agenda 2020 siano rispettate.




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