Tsipras, i “professori" lanciano la lista. Venerdì Alexis a Roma
di Cecchino Antonini
La Reuters ne scrive prendendo a pretesto Andrea Camilleri: il papà del commissario Salvo Montalbano, infatti, è tra i promotori - con Barbara Spinelli, Luciano Gallino, Paolo Flores d'Arcais, Marco Revelli e Guido Viale - di una lista per le elezioni europee ispirata ad Alexis Tsipras, il politico di sinistra greco il cui partito "Syriza" è dato primo nei sondaggi per le imminenti politiche greche, e che è stato candidato a presidente della Commissione europea dal suo partito, la Sinistra europea.
Venerdì, Tsipras sbarcherà a Roma, prima alla Stampa estera e poi al Teatro Valle Occupato, ma intanto i promotori della lista, compagni di viaggio di Camilleri, hanno presentato alla stampa il percorso che hanno deciso di imprimere all'impresa politica per le europee del 22 maggio.
A nome dei promotori dell'appello, firmato in rete da 16mila persone in pochi giorni, c'erano Barbara Spinelli - giornalista di Repubblica e figlia del primo presidente della Commissione Ue, Altiero Spinelli - Revelli, Viale e Massimo Torelli, Fiorentino, Alba. Entro pochi giorni verrà lanciata una consultazione on-line per decidere il nome e il simbolo della lista, allegando un invito al suo finanziamento, e verrà attivato un comitato operativo, che potrà ampliarsi, secondo le esigenze che emergeranno. Una mail per fornire a tutti le modalità per entrare in contatto con i firmatari della stessa zona darà il viaper la costituzione di comitati promotori locali, indicando al contempo referenti che facciano da collegamento con i garanti.
"Alle associazioni, comitati di lotta, club, organizzazioni politiche, culturali, civiche e ambientaliste, nonché ai partiti che intendono sostenere il progetto mantenendo una loro autonomia operativa, proponiamo di associarsi a livello nazionale e a livello locale in uno o più comitati di sostegno alla lista, secondo il modello adottato per il referendum per l'acqua", è stato ripetuto nella conferenza stampa. E' stata definita "la sfida dell'autonomia".
"Nella lista, in coerenza con il programma, potranno venir candidate persone, anche con appartenenze partitiche, che non abbiano avuto incarichi elettivi e responsabilità di rilievo in un partito nell'ultimo decennio; le proposte relative alle candidature dovranno essere presentate entro e non oltre il 16 febbraio». Pochi giorni dopo, il 24 di febbraio, inizierà la raccolta delle 150.000 firme, 30 per ciascuna delle circoscrizioni elettorali, 3mila per regione, Valdaosta compresa. Una delle tante incongruenze di una legge elettorale che, con lo sbarramento al 4%, può a buon diritto essere definita l'europorcellum e contro il quale verrà presentato un ricorso («non facile») spiegato ai cronisti dal costituzionalista Gaetano Azzariti.
L'intento di costruire una lista che non sia l'elenco degli ex parlamentari (perdipiù capace di presentarsi senza ricorrere a un partito che gli presti il simbolo) rappresenta il tentativo di non ripetere i deficit di democrazia e programma della lista Ingroia ma anche un elemento di tensione con Sel che vorrebbe una sorta di norma "Salva Vendola" in assenza della quale potrebbe prendere corpo l'istanza di una presentazione autonoma o addirittura la rivincita di chi è andato in minoranza al recente congresso perché avrebbe preferito Schulz a Tsipras.
"Bene il lancio della lista Tsipras proposto oggi da Barbara Spinelli ed altri per le elezioni europeea- fa spere Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione e compagno di Tsipras nel Partito della Sinistra europea - Adesso si tratta di costruire un percorso democratico e partecipato che permetta di aggregare attorno a questo progetto tutte le realtà di lotta, di movimento e tutte le forze di sinistra che vogliono costruire una lista contro l'austerità gestita da popolari, liberali e socialisti in questi anni in Europa. Vogliamo praticare anche in Italia un processo di aggregazione delle forze della sinistra di alternativa come quello avvenuto in Grecia con Syriza e questo obiettivo fondamentale è oggi a portata di mano nel passaggio delle elezioni europee".
I promotori dell'appello, più che all'unità della sinistra, sembrano pensare a un'operazione capace di raccogliere i delusi da sinistra del centrosinistra e dei cinquestelle (per la Spinelli ci sarebbe più di un'analogia tra Syriza e il grillismo italico) e vorrebbero aprire uno spazio politico terzo tra gli euroscettici violenti e gli europeisti entusiasti che attualmente non ha granché spazio nelle camere nazionali. A sentire Spinelli, Revelli e Viale, Tsipras è un europeista rivoluzionario. Gli eletti si iscriveranno al Gue ma, secondo i professori, saranno una sponda per il Pse per sventare larghe euro-intese. Il suo programma propone un new deal economico, con la creazione di un fondo per le piccole e medie imprese, la riforma della Banca centrale europea per farne un prestatore di ultima istanza, l'abolizione del fiscal compact, una forte tassazione della finanza offshore. " Sembra di capire che solo una ristretta cerchia di garanti auto definitisi avrà l'ultima parola - commenta con timore Antonio Bruno, genovese, tra i fondatori della Sinistra europea e consigliere comunale - Abbattiamo le barriere che, purtroppo, sono anche tra di noi".
E una lettera che circola in rete da parte di un comitato Uniti per Tsipras sembra ancora più scettica nei confronti dei "professori": «Voi vi arrogate il diritto non solo di dettare le regole per la presentazione delle candidature, di porre dei veti, di stabilire chi può stare nei comitati elettorali e chi no, ma addirittura vi ergete e giudici unici che avranno il compito di scegliere i candidati. Il tutto con la più banale delle scuse: la mancanza di tempo! L'aver vinto un concorso universitario o essere editorialisti di un grande quotidiano mainstream e decisamente liberista vi dà forse più diritti di altri? Di chi da decenni lotta quotidianamente in difesa dei diritti sociali senza avere le spalle coperte da sicure carriere?».
Domande a cui i "professori" dovrebbero dare una risposta condivisibile se non si vuole trasformare un'opportunità nell'ennesima occasione perduta.




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