di Umberto Marini

 

PERUGIA - L’Italia, da sempre indicata come terra di santi, poeti e navigatori, da molti decenni, viene giudicata come la patria di lestofanti, avventurieri, traditori ed improvvisatori.

Una infamità che ci portiamo dietro e che purtroppo viene sostenuta da parecchi episodi almeno “bizzarri”, vecchi e nuovi, che legittimano perplessità e dubbi su tali negative valutazioni che nella sostanza non appaiono solo come “pettegolezzi”. Purtroppo.

Negli ultimissimi anni del ventennio mussoliniano un “crocchio” anche di sole cinque persone era considerato una “adunata sediziosa” che se non veniva prontamente sciolto, il quintetto di “cospiratori”, ben che gli andasse, poteva finire in questura e segnalato nelle pagine del libro nero dei sovversivi.

Nel luglio del 1949 Papa Pacelli, fiero difensore della fede contro i pericoli del marxismo, con il sostegno della imperante Dc, scomunicò i comunisti interdicendo loro l’accesso ai luoghi di sacri e di culto, il divieto alla  concessione dell’estrema unzione  e la negazione del funerale religioso.

Anche nel mondo dello spettacolo sono accadute cose grottesche. Nella famosa trasmissione televisiva del 1958, “Un due tre” con Tognazzi e Vianello, fu messo in atto un intervento censorio con la sua soppressione per una parodia non gradita da un suscettibile devotissimo personaggio che oggi si ricorda unicamente per la rarità di un francobollo rosa che portava la sua effige. Appena quattro anni dopo, la stessa sorte toccò a “Canzonissima” del ‘62, scritta e condotta dalla coppia Fo-Rame, in cui le ballerine si esibivano  vestite da suora. I due autori furono cacciati, processati e per qualche decennio furono messi out dalla Rai.

Allora andava così, fra l’indignazione di pochi di noi e le tante risate dei Paesi stranieri.

Anche oggi, solo una minoranza di italiani si incazza e si scandalizza perché ad un pregiudicato affetto da protagonismo, sofferente di turbe da invecchiamento, manie persecutorie, priapismo, incontinenza orale, euforia senile, con ulteriori sentenze in arrivo e condannato in via definitiva ad un periodo di carcerazione, viene consentito di scorrazzare in lungo ed in largo per l’Italia ad arringare migliaia di plaudenti gonzi per raccontar loro di essere innocente e perseguitato dalla magistratura, mentre dovrebbe solo ringraziarla per tenerlo ancora fuori di galera, in grado di reiterare altri reati.

Questo nuovo”bizzarro” comportamento, che ulteriormente incide negativamente nei confronti della probità del nostro Paese, appare del tutto ingiustificabile se non da incomprensibili (?) ritardi nel dar attuazione al dispositivo di una sentenza da tempo passata in giudicato nei confronti di un pregiudicato che beneficiando di indubbie “condiscendenze” viene considerato delinquente “eccellente” e quindi da trattare con i guanti bianchi.

Altra indecenza che danneggia l’immagine dell’Italia nel mondo è l’atteggiamento assunto nelle aule parlamentari da parte di tanti “metteurs en scene” che ogni giorno, “messi lì a far da palo” con presenze totalmente passive ed in completa assenza di proposte progettuali, dimostrano di essere essenzialmente volgari protagonisti di vergognosi e miserrimi exploit che possono soltanto indignare e scandalizzare noi e chi ci guarda e ci valuta fuori dai nostri confini.  

A suscitare ulteriore generale motivo di vergogna si sono aggiunti alcuni vetusti “arnesi” della vecchio politica che con le loro richieste di “rientro nei ranghi”, senza ritegno ed imbarazzo, vantando nuova verginità, mendicano uno strapuntino buono per non essere costretti all’estromissione dal “passatempo” che  per anni li ha divertiti, arricchiti e resi potenti.

Quando finirà questa invereconda kermesse di “arte varia” che ci permetterà di uscire dal guado? Auguriamoci il prima possibile. Anche perché all’estero, pronti a nuovo ludribio, ci guardano con occhi sgranati ed hanno già fresca di conio un’ulteriore aggettivazione da regalarci: “Italiani, quando crescete?”. Che può sembrare dileggio meno offensivo di quelli di cui ci hanno gratificato sino ad ora, ma che analizzando con obiettività le cose non è affatto meno ingiurioso. Anzi. Anche perché potrebbe essere l’ultima che ci dedicano prima di abbandonarci al nostro destino. Evento che rappresenterebbe la posa della pietra tombale sopra il nostro Paese. Copertura che sancirebbe la fine dei “giochi” per tutti noi senza distinzione fra ignavi, virtuosi, onesti e ladri.

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