Dap 2014-2016:concluso il dibattito, tutti gli interventi
Si è concluso il dibattito sulla proposta di Documento annuale di programmazione 2014-2016. Nella mattinata sono intervenuti i consiglieri: Dottorini (Idv); Monacelli (Udc); Nevi (FI); Brutti (Idv); Mantovani (Ncd); Chiacchieroni (PD); Goracci (Comunista umbro). L'Assessore alle risorse economiche Fabrizio Bracco è intervenuto per la Giunta regionale.
OLIVIERO DOTTORINI (IDV): “UN ERRORE NON AVER PROVVEDUTO ALLA RIMODULAZIONE DELL'IRPEF. GRAVANDO SOLO SUI REDDITI PIÙ ALTI, INCREMENTO NETTO DEL GETTITO DI 1,6 MILIONI DI EURO - La formula chiave del Dap 2014 è: Discontinuità intelligente. Ci troviamo a discutere del riconoscimento di errori e timidezze del passato, accompagnato dall'esigenza di una discontinuità vera. Nel Documente viene affermato che sono state individuate alcune traiettorie come green economy, innovazione, ricerca, qualità, ma sono state percorse in maniera un po' incerta e forse con uno spirito troppo conservativo, con un occhio rivolto al passato, per salvare l'esistente. Quanto affermato nel Dap 2014 rispecchia piuttosto fedelmente il nostro pensiero quando ammonivamo il Consiglio sul rischio che molte delle belle dichiarazioni del passato, non sarebbero state sufficienti se non seguite da scelte.
Non si può parlare di un cambio di paradigma e poi puntare decisi sulla trasformazione della E45 in autostrada e sull'incremento della cementificazione; non si può parlare di green economy e poi approvare delibere sulle biomasse che eliminano il vincolo di approvvigionamento a km zero; non si può parlare di agricoltura di qualità e biologica come 'rivoluzione culturale non più marginale' e poi decidere di puntare ancora sulla 'strategia tabacco'. Elementi di discontinuità intelligente sono riscontrabili nel non parlare più di inceneritore o nel manifestare la giusta volontà di incentivare le fonti rinnovabili puntando su impianti di piccola taglia e distribuiti sul territorio, attraverso partecipazione e coinvolgimento delle comunità. Noi siamo convinti che parola chiave per la programmazione 2014 è 'Coerenza'. Molta della credibilità dell’Esecutivo, della maggioranza e dell’intero Consiglio regionale dipenderà dagli effetti della riforma endoregionale, dalla semplificazione amministrativa e dalla riforma sanitaria. Necessario supportare in modo selettivo e verticale specifiche aree di competenze del sistema economico regionale al fine di rendere efficaci al massimo le scarse risorse a disposizione.
Il nostro Pil diminuisce in misura maggiore rispetto alla media nazionale mentre i consumi delle famiglie continuano a calare. L'Umbria presenta un sistema produttivo che registra grandi difficoltà nei settori dell'industria e del terziario di mercato. Si tratta di un sistema caratterizzato dalla parcellizzazione imprenditoriale spesso connotata da lavoro in subfornitura con un ruolo rilevante della micro impresa che spesso lavora per aziende esterne alla regione, senza potere o riuscire a far leva su un modello produttivo regionale. Sembra molto difficile e raro individuare poli produttivi "autoctoni" con filiere locali di alta qualità. Occorre una profonda riconversione del nostro modello produttivo. Catrame, cave, cemento, tabacco, e soccida non possono più essere considerati il motore dell’Umbria. Dobbiamo prendere atto del progressivo svuotamento delle funzioni e della capacità di intervento delle regioni, il cui ruolo sta sempre più assumendo caratteristiche di tipo notarile. C'è da chiedersi, a questo punto, se non si debba ammettere di aver commesso un errore quando si è deciso di non accogliere la nostra sulla rimodulazione dell'aliquota Irpef regionale, volendo perseguire l'invariabilità del gettito. La nostra proposta prevedeva una rimodulazione che, gravando solo sui redditi più alti, avrebbe generato un incremento netto del gettito complessivo pari a circa 1,6 milioni di euro. Avremmo potuto disporre di risorse per compiere alcune di quelle scelte selettive di cui tanto si parla anche nel Dap. Per esempio si tratta della stessa cifra necessaria per reintrodurre l'esenzione Irap per le cooperative sociali di tipo A che presentano le migliori performance e che impiegano molte donne, giovani e over 45. Questo Dap presenta delle indicazioni condivisibili, sarà però necessario essere conseguenti e coerenti con quanto è scritto”.
SANDRA MONACELLI (Udc): “DAP PUNTUALE NELL'ANALISI, MA GENERICO NELLE RICETTE. PER PROVARE A USCIRE DALLA CRISI SERVONO INTERVENTI PIÙ SPECIFICI E PIÙ QUALIFICATI. La discontinuità rispetto al documento è collegabile essenzialmente ad una sintesi maggiore rispetto agli anni passati. Ci troviamo di fronte ad un Dap più asciutto, più realista e con un più spiccato senso pragmatico. Rappresenta la fotografia del nostro Paese, descrivendo in maniera coerente le evoluzioni e le stime della crisi regionale e lo stato della nostra economia. Di fatto è un documento più cogente rispetto alla drammaticità della crisi che stiamo vivendo, con gli annunciati segnali di ripresa che stentano ad avere una dimensione logica. Ci stiamo purtroppo sempre più staccando dalle regioni del nord e questa è la conseguenza di una crisi non affrontata con strumenti appropriati. Ne è dimostrazione la grave situazione che stanno soprattutto vivendo i territori dell'Alta Flaminia e del Ternano. Mancano strumenti e azioni utili ad intercettare una vera e concreta ripresa economica. È necessario ragionare meglio sull'integrazione e sul riposizionamento del ruolo di Gepafin e Sviluppumbria, senza dimenticare le maggiori e più concrete azioni che dovrebbe mettere in campo il Centro per il commercio estero. Gli imprenditori vanno aiutati e coadiuvati con azioni e strategie appropriate, accompagnandoli fino ad agganciare la ripresa economica. Per quanto riguarda le riforme messe in campo per la riorganizzazione sanitaria, nonostante i segni positivi e gli attestati di stima, si è avuta poca contezza dei segni positivi prodotti. In sostanza, questo Dap può definirsi generico nelle ricette, seppure più puntuale nell'analisi dei problemi. Per provare a portare fuori dalla crisi la nostra regione servono interventi più specifici e più qualificati”.
RAFFAELE NEVI (Forza Italia): “DAP DIMOSTRA DISTANZA TRA PALAZZO E ESIGENZE CITTADINI E IMPRESE”. Il Dap dimostra che è indispensabile un cambio di rotta oppure il declino dell'Umbria diventerà inarrestabile. Questo documento, pieno di belle parole, testimonia solo la distanza abissale che esiste tra il palazzo e la vita reale dei cittadini. È giunta l'ora di abbandonare l'impostazione dirigistica e anacronistica della maggioranza, per attuare quelle riforme tante volte promesse e mai concretizzate realmente, che sono indispensabili per non far collassare il nostro tessuto economico e sociale. La sussidiarietà orizzontale e verticale, l'apertura all'impresa privata nella gestione di alcuni servizi, la riforma del welfare, una semplificazione vera della burocrazia, project financing per piccole e medie infrastrutture. Sono tematiche centrali, come ripetiamo da anni, per le quali è inutile fare leggi che poi non vengono calate nel concreto. In questo Dap c'è solamente attenzione agli equilibri politici interni alla maggioranza, tralasciando problemi che ci trasciniamo da anni come la questione rifiuti, assente nel Dap, o la riforma dei punti nascita, dove ci si concentra solo su Assisi, comune amministrato dal centrodestra, e Narni, territorio al quale è stato promesso una nuovo ospedale. Si perde così un ulteriore occasione per fare dell'Umbria una zona attrattiva per gli investimenti, per trasformare la nostra Regione in un'amministrazione che risponda in maniera rapida alle esigenze delle persone e delle imprese. Abbiamo davanti un'unica strada: o questo ente si autoriforma o non avrà più ragione di esistere”.
PAOLO BRUTTI (Idv): “VOTO FAVOREVOLE, MA VEDREMO SE ALLE BUONE INTENZIONI SEGUIRANNO FATTI E RISCONTRI CONCRETI - Nel Dap ci sono ancora residui del passato, di un tempo dove l'intervento pubblico dominava il sistema economico e dava ai politici la sensazione di avere in mano le chiavi dello sviluppo. Non c'è più nemmeno la contrapposizione maggioranza-opposizione per i comuni interessi che ci sono. Io lo voto ma ci sono due questioni: non ci sono risorse dal bilancio regionale in grado di essere immessi come strumenti di rilancio dello sviluppo economico; noi riconduciamo, o pensiamo di farlo, tutte le risorse all'intervento con fondi europei. C'è il rendiconto del settennio 2007-2013 relativo ai fondi europei per lo sviluppo regionale con una tabella dove si dice: con 7 anni di finanziamento europeo alla ricerca, quanta occupazione abbiamo generato in Umbria? Ebbene, sono stati generati 300 posti di lavoro, 40 posti l'anno con centinaia di milioni a disposizione. Vale a dire che l'intervento dell'Umbria sullo sviluppo è zero. I 300 posti sono stati effettivamente creati dai fondi o si sarebbero fatti in ogni caso? Dove non c'è stato intervento europeo si sono avute medesime assunzioni, stessa dinamica. Conclusione: il Dap non incide sul sistema economico, però le misure servono, specie quelle che riguardano ciò che effettivamente abbiamo in mano, semplificazione della struttura, riforma endoregionale e incidenza che avrà sul processo di trasformazione delle Province. Sono cose di nostra competenza, senza investimenti esteri, norme che abbiamo costruito e possiamo riformare. E', inoltre, un Dap che dice cose precise sul ciclo dei rifiuti, no al termovalorizzatore, ma poi magari si bruceranno i rifiuti nei forni dei cementifici. Trasporti: dalla gomma al ferro, ma a Umbertide ci sono quattro treni Pinturicchio fermi in deposito perché se tutti fossero in funzione contemporaneamente salterebbero le centrali delle stazioni. E nella ferrovia centrale continuano a transitare treni diesel inquinanti. Umbria mobilità: o si vende tutto e in fretta e l'acquirente tira fuori i soldi o sarà fallimento pieno. Decidiamo cosa fare e come correggere gli errori fatti. Sui 2 miliardi di euro di spesa del bilancio, 1,7 vanno alla sanità. La Regione è la sanità. Qualcosa è stato fatto. Non tutto va nella direzione giusta, vedi i punti nascita. Ma non vorrei che fra un po' si dovesse vedere che spostare il baricentro sul territorio, con aumento dei costi, a cui deve seguire la diminuzione dei costi in ospedale, provochi troppe spese. Magari l'anno prossimo scopriremo che le intenzioni erano buone ma i fatti non vi hanno dato seguito. Per le intenzioni, il Dap va accolto positivamente”.
MASSIMO MANTOVANI: “NON C'È STATA L'AUSPICATA DISCONTINUITÀ CON LE SCELTE PASSATE. VOTO FAVOREVOLE ALLA RISOLUZIONE DELL'OPPOSIZIONE - Le molte assenze in Aula testimoniano l'inutilità di questo rito della presentazione del Dap. Si sono aperti spiragli nella maggioranza circa l'investimento nella qualità, che è ormai patrimonio culturale diffuso in questa Aula, oltre che per le imprese. Le piccole dimensioni dell'Umbria, le sue caratteristiche determinano che o si investe in qualità o si priva di massa critica e infrastrutture l'Umbria. Da venti anni si dice che se l'Umbria non investe non ha futuro, vedi l'emigrazione giovanile e intellettuale che c'è stata. La difficoltà è questa crisi micidiale che, da un lato, tende a spalmare quel poco che c'è su tanto e sul tutto, nel tentativo difficile di evitare problematiche sociali ancora più gravi, a scapito degli investimenti in qualità. Dobbiamo, a partire dai fondi comunitari e del bilancio regionale, investire in quelle attività e iniziative che potranno avere un futuro. Ma ci mancano le risorse per investire nella qualità, perché vengono ripartite in tante direzioni. Sarebbero servite discontinuità forte e coraggio nelle scelte. Non si è capito che la congiuntura legata alla ricostruzione non sarebbe durata per sempre, dopo la macchina produttiva si è ritrovata appesantita. Qualcosa si è tentato di fare in questa legislatura, ma ora bisogna preoccuparsi dei settori dove si è intervenuto, verificare che le modifiche normative siano state efficaci ed eventualmente anche intervenire. Il tonfo del sistema dei trasporti deve farci interrogare. Abbiamo dato milioni per gli stipendi dei dipendenti e non all'aeroporto, che sarebbe stato un investimento di qualità. Occasioni perse. Dal 1993 si parlava di agenzia unica dei trasporti. In 20 anni quanti soldi buttati via senza benefici per i cittadini. Rifiuti: non si è voluto scegliere. Termovalorizzatore, microvalorizzatori, altri tipi di chiusura del ciclo: di fatto abbiamo modificato il sistema puntando sulla raccolta differenziata, ma la scelta si è rivelata ancora non sufficiente. E 45: maggioranza spaccata, ma la scelta è fatta per l'autostrada, anche questa guarda al futuro piuttosto che al passato. Voto favorevole alla risoluzione dei gruppi di opposizione: questo scatto di reni, l'auspicata forte discontinuità in certi settori non c'è stata e non poteva esserci”.
GIANFRANCO CHIACCHIERONI (Pd): “USCIRE DAL DUALISMO CRISI–TAGLI, PUNTANDO SULLA COSTRUZIONE DI FORTI PROCESSI DI INNOVAZIONE. Per costruire elementi di futuro dobbiamo superare i tagli alla spesa e agli investimenti, affrontando la questione delle questioni. E il Dap dedica spazio a queste problematiche. Le nostre imprese fanno registrare una mortalità molto alta e dobbiamo chiederci se le nostre iniziative (delle istituzioni, del sistema dei servizi, delle associazioni) sono efficaci. Le nostre azioni funzionano quando arrivano e se arrivano in tempo. I bandi sull'innovazione e sull'agricoltura hanno permesso di mantenere un minimo di valore aggiunto. La riforma di Gepafin per le garanzie al credito, sulla prima casa, i bandi sul commercio, sono tutte innovazioni importanti che danno speranza per poter guardare avanti. La politica deve però stimolare le aziende a costruire una nuova cultura d'impresa, in cui essa non sia solo una proprietà della famiglia ma un valore complessivo del tessuto economico e sociale. Molte aziende possono avere un futuro (o potevano averlo) se ci fosse stato uno scatto maggiore proprio da parte degli imprenditori e delle loro associazioni. Serve una classe imprenditoriale che affronti le sfide dell'innovazione e dell'internazionalizzazione. La crisi delle costruzioni è legata al completamento della ricostruzione posta sisma del 1997 ma anche ad altri elementi. Potremmo affrontarla sfruttando le facoltà universitarie, le Camere di commercio, la Regione per creare un momento di studio sull'innovazione su questo comparto, aiutandolo a procedere verso il futuro. L'Expo 2015 può essere un obiettivo e un momento importante per rilanciare l'innovazione, sfruttando la grande esperienza della ricostruzione post terremoto. Potremmo dare vita ad una cabina di regia sull'innovazione in edilizia, una sperimentazione avanzata che rilanci un comparto delle costruzioni che possa guardare avanti. Apprezzo il richiamo, nella risoluzione, al completamento della ricostruzione delle scuole dell'area di Spina e Marsciano, in modo da far uscire i ragazzi dai prefabbricati”.
ORFEO GORACCI (Comunista umbro): “NON VOTERÒ UN DOCUMENTO FORMATO DA MOLTI TECNICISMI E TROPPI SLOGAN - Un documento sicuramente non entusiasmante, seppure ci sono alcuni elementi condivisibili ed apprezzabili. Non mi ci riconosco comunque pienamente e pertanto non voterò la risoluzione che presenterà la maggioranza. Si tratta in larghissima parte di un documento formato da molti tecnicismi e troppi slogan. Particolarmente usato è stato il termine 'innovazione', e quando ci si basa solo su singole parole traspare il limite di chi non sa cosa fare. Nel documento non c'è la critica verso chi ci ha ridotto in questo modo, cioè la politica italiana, mettendo sullo stesso piano Berlusconi, Monti e Letta, e soprattutto quella europea, oltre al comportamento del sistema bancario. In questo Dap ci sono molti temi sui quali l'opposizione è più in sintonia di me con la maggioranza, basta guardare ai progetti relativi alla trasformazione in autostrada della E45, al ruolo di Confindustria e ai progetti per i cementifici. Il fatto che nel documento non venga richiamato l'argomento dei Css (Combustibili solidi secondari) mi preoccupa non poco se penso che a breve, da quest'Aula, verrà votata dalla stessa opposizione una risoluzione in proposito della maggioranza. Si continua ad avere una totale latitanza rispetto alla sofferenza di alcuni territori, per i quali mancano rilevanti scelte di fondo. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, non è possibile che per il tragitto, andata e ritorno, tra Gubbio e l'ospedale di Branca si debbano pagare 5 euro, che diventano addirittura 8 per il tratto Mocaiana-Branca. Chi prende l'autobus sono solitamente quei cittadini riconducibili alle fasce più deboli e questo non può essere ammissibile. È necessario dare le giuste risposte alla quotidianità di migliaia di cittadini umbri che vivono oggettive difficoltà. Bisogna avere più attenzione rispetto a certi territori. Giusto prevedere nel documento il completamento dei lavori post sisma a Spina e Marsciano. Si continua a discutere sulla E45 autostrada quando nel territorio eugubino non esistono neanche dieci metri di strada a quattro corsie”.
MASSIMO BUCONI (PSI): “BENE IL CONCETTO DELLA 'DISCONTINUITÀ INTELLIGENTE', LEGATA SOPRATTUTTO ALLA STRUMENTAZIONE DA METTERE IN CAMPO - Importante una intelligente ripartizione delle poche risorse disponibili. Il Documento è snello e preciso, con alcuni importanti segni di innovazione. Ma è soprattutto realistico, evidenziando che la fine della crisi non potrà essere comunque legata all'idea di incremento del lavoro e quindi dell'occupazione. Si sta allargando la forbice tra il ricco ed il povero, con il ceto medio che sta sempre più scivolando verso la parte più bassa della graduatoria. Accogliamo con grande favore il concetto della 'discontinuità intelligente', legata soprattutto alla discontinuità della strumentazione da mettere in campo. Dobbiamo assolutamente irrobustire le azioni di contrasto alla disaggregazione sociale, prevedendo sostegni adeguati e forti verso quelle forze economiche ed imprenditoriali che stanno lottando all'interno della crisi con l'obiettivo di agganciare da protagonisti la ripresa. Per questo è importante selezionare ed indirizzare bene le risorse sostenendo le realtà che meglio stanno reagendo sul mercato. Dobbiamo portare a compimento le riforme istituzionali, andando, nel limite del possibile, anche oltre l'empasse del Governo centrale in ordine alle Province e alle Unioni dei Comuni. Per cui, la Giunta ed il Consiglio regionale devono portare avanti senza alcun indugio i propri indirizzi e programmi, stabilendo scadenze certe, puntando soprattutto alla concretezza dei risultati”.
FABRIZIO BRACCO (assessore): “Il Dap non è un documento di routine, dato che siamo in una fase che obbliga tutti a guardare avanti e con capacità di innovazione. Servono cambiamenti mirati alla discontinuità intelligente, che proseguano un percorso già intrapreso. Il nostro sistema economico soffre più di altri degli effetti della crisi, ma agli aspetti negativi si contrappongo indicatori che invece sembrano più positivi. Questo indica che c'è un'Umbria a due velocità, con imprese che hanno retto bene alla crisi e cercano di riprendere il cammino mentre altre non riescono a superare le difficoltà e devono cambiare strategia. Anche le politiche della Regione e gli investimenti per lo sviluppo devono essere orientati al sostegno del sistema più avanzato. Le risorse comunitarie non potranno essere distribuite a pioggia ma mirate. Ma di questo ci occuperemo quando discuteremo le linee strategiche. La riforma sanitaria è ancora in corso di attuazione, si sta progressivamente attuando con i tempo propri di una riforma di quella portata, con tutte le innovazioni e le trasformazioni che troveranno piena attuazione nel 2014. Il tutto in una situazione di risorse ridotte ma con i conti in ordine. Tra l'altro sul caso ticket intramoenia il Consiglio di Stato ci avrebbe dato ragione perché abbiamo rispettato gli accordi tra Stato e Conferenza delle Regioni. Non siamo stati costretti ad utilizzare le risorse nazionale per sbloccare i pagamenti dei debiti della Pa, dato che i nostri tempi rientrano negli standard europei. Pur nella scarsità di ricorse ci siamo impegnati per salvaguardare il welfare regionale. Il Dap individua il percorso di un anno, che poi verrà verificato nei suoi obiettivi con al relazione annuale sul programma. Sovrapposizioni e confusioni che vengono denunciate non ci sono, dato che alcune riforme non si sono ancora concretizzate. Questo perché la proposta del ministro Del Rio prevede una trasformazione delle Province in enti molto simili alle nostre Unioni di Comuni. Questo ci impone di fermarci e di vedere come andrà in porto la riforma nazionale, proprio per evitare di creare sovrapposizioni. Sulle Agenzie: le abbiamo riorganizzate e Sviluppumbria sta rodando le nuove competenze. Sul sistema dell'information tecnology abbiamo adottato la legge proprio ieri. Il Dap non è ideologia ma indica una linea di indirizzo e una serie di azioni che vogliamo perseguire. Uno dei fattori su cui lavoreremo è quello della cultura, un fattore di sviluppo che potrebbe creare importanti possibilità occupazionali. Sul turismo, non sminuiamo il progetto Sensational Umbria. In questi anni l'immagine internazionale della nostra regione è migliorata molto. E l'Umbria, secondo Wine Entusiasm, è una delle 10 migliori regioni del mondo per l'enoturismo. Abbiamo ottenuto importanti successi in questi ultimi anni, con una positiva crescita della nostra immagine internazionale, di cui può beneficiare anche il nostro sistema delle imprese. Esiste un quadro di criticità, da cui l'Umbria può uscire scegliendo le strade giuste. La Giunta è consapevole delle difficoltà di alcuni territori tanto è vero che la Fascia Appenninica è stata indicata nella programmazione comunitaria come una delle aree interne per le quali serve un progetto specifico”.




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