Vigilanza e Controllo. Comitato Monitoraggio incontra Prorettore Università
La Convenzione tra Regione Umbria e Università di Perugia è stata oggetto di un incontro tra i membri del Comitato per il Monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale, presieduto da Maria Rosi, ed il prorettore dell'Università di Perugia, Fabrizio Figorilli. A seguire, nell'ambito del monitoraggio sugli enti dipendenti dalla Regione, sono stati ascoltati i responsabili di Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente), Ater (Agenzia territoriale per l'edilizia residenziale), Aur (Agenzia Umbria ricerche) e Centro pari opportunità.
“Non possiamo certo rimettere tutto in discussione – ha detto il prorettore – ma la convenzione firmata dalla precedente gestione manca ancora dei protocolli attuativi necessari. Servirà certamente una sinergia tra Regione e Università per portare avanti quello che è un progetto nuovo, basato adesso sulle due realtà ospedaliere e non più sulle facoltà universitarie, ma sui dipartimenti. Non possono essere escluse delle aggiunte. Di sicuro siamo d'accordo sul fatto che non dovranno esservi duplicazioni fra ospedali e università, una volta chiariti i ruoli di ciascuno. Al centro di tutto vi sarà la salute dei cittadini”. La presidente Rosi ed il prorettore hanno convenuto sulla utilità di incontri fra l'Ateneo e l'organo di controllo dell'Assemblea legislativa, con l'intenzione di ripeterli periodicamente anche su singoli temi.
AUDIZIONE ENTI
Daniela Albanesi, presidente del Centro Pari opportunità, ha esposto il quadro dei progetti e delle attività: “Tutti gli altri Cpo sono stati inglobati nelle strutture regionali mentre quello dell'Umbria mantiene le sue caratteristiche uniche nel panorama nazionale dovute all'essere sia organo politico-istituzionale che struttura erogatrice di servizi, con una rete di punti di ascolto regionali arrivata a dieci unità (Perugia, terni, Foligno, Spoleto, Umbertide, Orvieto, Assisi, Gubbio, Narni, Amelia) con altri cinque in itinere (Corciano, Marsciano, Todi, Magione e Città della Pieve). L'ascolto e la consulenza alle donne viene curato da personale che ha mostrato una disponibilità enorme e la sensibilità necessaria, ma le istituzioni dovrebbero venirci incontro perché il numero è ridottissimo e non si sa se saremo in grado di portare avanti tutte le attività”.
Svedo Piccioni (direttore Arpa Umbria): “Oltre alla funzione essenziale di monitoraggio, l'Arpa svolge un lavoro enorme sulla sostenibilità ambientale degli edifici e sulle valutazioni di impatto ambientale. Il ruolo terzo dell'agenzia nei rapporti fra Comuni e popolazione è cresciuto, siamo presenti alle riunioni dei comitati di cittadini e attenti alle loro segnalazioni. C'è tensione fra i lavoratori per il forte aumento di competenze e attività con un organico che abbiamo ridotto, per via della spending review, prima ancora che esplodesse la grave crisi economico-finanziaria, mentre altre Regioni non lo hanno fatto, e adesso, in caso di blocco delle risorse, non potremo reintegrare i diciotto posti in meno che abbiamo”.
Alessandro Almadori, presidente dell'Ater regionale, ha riferito dei passaggi che hanno portato ad un'agenzia unica regionale per l'edilizia residenziale pubblica: “Non è stato semplice – ha detto - ma unire le migliori pratiche di Perugia e Terni, rispettivamente per le esperienze nelle procedure di appalti acquisite a seguito del terremoto e per le buone capacità di archiviazione, ha portato dei vantaggi. Adesso stiamo lavorando sulle banche dati”. Notizie non positive arrivano dalla sentenza del Tar del Veneto che impone il pagamento dello 0,38 di aliquota Imu non più dovuto allo Stato. Sarebbe un aggravio di quasi un milione di euro”.
Infine il presidente dell'Aur, Claudio Carnieri, ha esposto le attività dell'Agenzia, ricordando il ruolo di interazione con il mondo scientifico per capire le dinamiche economiche e sociali dell'Umbria: “Sviluppiamo piani annuali di ricerche sulla base di una convenzione tra la Giunta e l'Aur. Stiamo sperimentando forme di creazione d'impresa e, grazie ai fondi Fse (Fondo sociale europeo), anche un progetto per consentire ai figli di emigrati umbri di tornare qui per costruire impresa. Purtroppo in Umbria continuano ad essere modesti gli investimenti nella ricerca – ha detto Carnieri - specie se confrontati con quelli di altre regioni”.




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