Democrazia non è “due lupi e un agnello che decidono cosa mangiare per cena”. Voglio partire da questa frase, letta tempo fa, che riassume il concetto di democrazia secondo me ed evidentemente non secondo gli organizzatori di Manif pour tous (e voglio far notare l’ironia del tous, ovviamente, perché è un tutti ma sempre con qualche distinguo).

Non è che è democratico ciò che credete, volete imporre o sostenete, solo perché siete in molti o in un tot. Chiaramente non la pensate così se arrivate a scrivere  “forse perché la maggioranza degli italiani sarebbe contraria”, che contesto per due motivi:

la maggioranza degli italiani è a favore dei riconoscimenti dei diritti civili alle persone omosessuali, come confermano sondaggi condotti in ambiti un po’ meno ristretti delle canoniche da cui parlano i manif- ;
se anche così non fosse, la maggioranza degli italiani non può decidere se i diritti sono tali per la minoranza: non mi sembra che in Italia vi sia una componente così maggioritaria di persone ebree, nate “illegittime”, nere, con diversa abilità, etc. ma non per questo ogni altro della maggioranza ha diritto di limitare la libertà, offendere, denigrare, vilipendere, far oggetto di scherno o di abuso di qualsiasi tipo.

Capisco che il concetto di democrazia sia stato umiliato in favore di una libertà la cui definizione è ancora da capire, quella libertà difesa da chi evadeva, corrompeva e favoriva la prostituzione anche di minorenni ma  - quando e se opportuno – convocava la schiera delle menadi inferocite (di cui alcune di voi facevano parte) ad innalzare il vessillo della sacralità di concetti (matrimonio, paternità, maternità) pur continuando, dietro il vessillo,  a prodigarsi nelle peggiori attività di violenza, perché c’è violenza nel promettere una carriera televisiva per ottenere favori sessuali, è violento corrompere, perché impedisce il naturale andare degli affari, è violento evadere, perché impedisce a tutti di avere sanità, sicurezza, servizi.

Avremmo piacere di conoscere i nomi degli eminenti studiosi di diritto e giuristi che affermano che la legge sull’omofobia limiterà la libertà di parola. Oh, certo, chiamare brutto frocio un ragazzo solo perché veste pantaloni rosa sarà perseguibile, un po’ come inviare teste di maiale alle sinagoghe, che c’è di strano? E sarà ancor più perseguibile, perché intriso di odio, il violentare una ragazza lesbica solo perché lesbica e per farle quindi conoscere il piacere del membro maschile, chiaramente  con un’imposizione unilaterale.

Eh sì, avremmo piacere di conoscerli i nomi, perché è facile dire: tutti dicono, molti sanno, alcuni sostengono. Nomi e prove, non dovrebbe essere difficile per alcuni di Manif pour Tous, specialmente le professoresse che della ricerca bibliografica riempiono i loro articoletti per riviste scientifiche.

La mancanza di prospettiva logica è ancora più evidente quando una legge che difende una minoranza dall’aggressione di odio della maggioranza si definisce viatico per il riconoscimento delle coppie omosessuali, del loro diritto ad adottare etc. Un po’ come dire che sparare in aria un petardo sarà arrivare a conquistare lo spazio.

Strategia classica questa, di diffondere notizie false, esagerate, allarmanti, la strategia usata dal ‘94 per creare un allarme sociale inesistente (il pericolo comunista, per esempio) dal  referente primo di alcuni di Manif pour Tous, difeso dai nostri eroi del benpensantismo borghese con vesti stracciate e mutande lacerate a teatro quando bisognava far credere che la povera Ruby fosse una verginella finanziata per soli motivi caritatevoli. Eh, quando la morale è una medaglia a due facce è difficile ricordarsi di non farla girare.

Credo che, per nostra cultura e disposizione e perché molti di noi sono cristiani, saremmo pronti a difendere il diritto dei cristiani di professarsi cristiani nelle terre in cui questo è considerato reato. Ah, sia chiaro, se non lo fosse, sono gli stessi con cui vi siete alleati altrove per Manif pour Tous. Sì, perché certe alleanze hanno sempre qualcosa del ridicolo?

Chiamate indottrinamento quello di parlare di sessualità rivelando, come sostengono anche l’OMS e l’Ordine Psichiatri, Psicologi etc, che l’omosessualità è naturale tanto quanto la eterosessualità, che esiste un genere biologico e un genere percepito, AFFIANCANDO – non eliminando NON ELIMINIAMO NULLA, CACCIATEVELO IN TESTA – il concetto ormai superato di famiglia univocamente definita come PADRE-MADRE-FIGLI, perché volente o nolente è così, basta uscire un po’, conoscere il mondo, frequentare gente per accorgersene che la famiglia non è più, se mai è stata, quella dei libri dell’800. Non è indottrinamento, è fare cultura, è dare ai ragazzi la certezza di essere “normali” per quel che significa e per quanti suicidi questo possa evitare.

Indottrinamento è altro, è quello che i ragazzi e le ragazze italiane hanno subito e subiscono ancora nelle scuole pubbliche – pagate da tutti -  a opera di insegnanti di religione cattolica -  pagati da tutti ma – fuori da qualsiasi democraticità – nominati  solo dal Vescovo.

E non paghi, senza aver salito la graduatoria come tutti, costoro concorrono poi a classi per l’insegnamento di altre materie, coi punti accumulati in maniera non “uguale”, “identica”, “simile” agli altri. Ecco, anche loro sono, chiaramente, più meritevoli, un po’ come i bianchi nel Sudafrica degli anni ’70.

Ma alla fine la cosa che ci più fa paura – per voi - è questa idea che la famiglia sia composta e definita da “sessi” e non da amore, per cui l’importante è che ci siano un padre maschio, una madre femmina e figli. Poi l’amore, boh, mai citato, verrà, se verrà, se mai i figli saranno stati frutto di una scelta d’amore (come quella di andare fuori Italia per trovare un donatore o una donatrice esterna alla coppia) oppure un evento fortuito, uno sbaglio, un errore irrimediabile. Eh sì, ricordate: avete già creato un abominio di ferocia e inumanità, di violenza psicologica e umiliazione dei diritti con la legge 40 (e non lo dico io, lo dicono i giudici delle varie Corti che hanno ormai privato di ogni senso la vostra leggina), limitando la possibilità delle persone a essere felici o meglio, impedendo a chi non ha risorse economiche tali da permettersi i viaggi della speranza di esserlo, sempre perché la democrazia e la libertà è un privilegio di pochi che si riconoscono nelle vostre idee “retrograde”.

AugurandoVi una manifestazione che vi faccia entrare a contatto diretto con la realtà, che è ben altra cosa dall’idea che ognuno ha in mente di realtà, per comodità o pigrizia o tornaconto, porgiamo i nostri più cari saluti, ricordandoVi che le porte della nostra associazione sono sempre aperte al dialogo per la democrazia e i diritti POUR TOUS.

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