PERUGIA - Da tempo si discute sulle misure di riordino e razionalizzazione dei servizi del Sistema sanitario regionale e sulla riduzione dei punti nascita.

La Giunta regionale ha, lo scorso dicembre, approvato un documento che, prendendo in considerazione le linee guida nazionali, dovrebbe portare ad un taglio dei punti nascita. È notizia di pochi giorni fa che ci sarebbe un crescente pressing da parte del Ministero della salute per accelerare l’iter.

Come Responsabile della salute di Rifondazione comunista non posso che sottolineare la delicatezza di questa decisione che va ponderata bene e che non può essere presa solo su semplici dati numerici: si conta di tagliare i punti nascita sotto la soglia dei mille nati.

Infatti si deve tener conto che i reparti di ostetricia lavorano spesso con emergenze difficilmente dilazionabili e in cui agire rapidamente può determinare o meno il buon esito dell’operato. Tanto per fare un esempio, visto che ci sono già ipotesi sulle strutture che saranno eliminate, mentre Assisi dista da Foligno circa 15 km e 20 da Perugia, il punto nascita di Castiglione del Lago è distante ben 60 Km da Perugia e serve un bacino di utenti ampio che copre anche parte della vicina Toscana. Questi ragionamenti non possono essere esclusi in una decisione così importante! Per le esigenze di razionalizzazione e dei continui tagli imposti dallo Stato non possiamo, come sistema sanitario regionale, finire sui giornali per tristi casi di malasanità!

Bene fa la Regione a prendersi il tempo necessario e a non voler ragionare solo in termini di tagli lineari ma analizzando, pur in un’ottica di razionalizzazione, caso per caso.

Ci auguriamo che si tengano ben saldi questi principi e che ci sia una condivisione prima della chiusura definitiva di strutture molto importanti per il territorio anche in assenza dei grandi numeri che, siamo convinti, non possono rappresentare un motivo valido per eliminare i servizi essenziali ai cittadini.

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