Con modesti ritocchi che non ne modificano per nulla il carattere incostituzionale e ne confermano invece la prepotente vocazione bipartitica, sembra chiudersi definitivamente l'accordo fra Renzi e Berlusconi. La soglia di accesso al premio è alzata al 37%, il premio sarà del 15% ma con il tetto del 55%, per cui nessuna coalizione può conquistare più del 55% dei parlamentari. La soglia di sbarramento per i partiti che si presentano in coalizione scenderebbe dal 5 al 4,5%. L'asticella resta invece fissata all'8% per le forze che si presentano da sole.

Prevista anche la clausola "salva-Lega": con il 9% in tre regioni si entra in Parlamento. Sono inserite su richiesta dell'Ncd le multi candidature. Dovrebbe essere poi stato fissato a 45 giorni il limite per la delega al governo per ridisegnare i collegi. Oggi il voto sugli emendamenti. Si consolida così l'asse fra Pd (con la minoranza ormai pateticamernte ridotta a ininfluenti schermaglie identitarie)  e Fi, sempre più rilanciata, insieme al suo capo, come protagonista della vita politica italiana.

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