BRUXELLES - La Regione Umbria batte i target per i fondi Ue della programmazione 2007-2013 e a Bruxelles fa scuola di buone pratiche guardando al futuro.
 

Cinque gli assi di intervento del Programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale (POR FESR) messi a segno, in 23 attivita'. Tramite bandi, piani e programmi per 362 milioni di euro "i progetti approvati sono 2.891 per un importo di 629,73 milioni di euro" ha annunciato la presidente della Regione, Catiuscia Marini, oggi all'Europarlamento.
 

L'occasione e' stata il convegno "La politica di coesione europea: una via per l'uscita dalla crisi. Buone pratiche del Fondo europeo di sviluppo regionale in Umbria 2007-2013 e prospettive per il 2014-2020", organizzato dall'europarlamentare Roberto Gualtieri (Pd) insieme alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, con la partecipazione del commissario Ue alle politiche regionali Johannes Hahn e della deputata europea, membro della commissione Regio, Angela Krehl.
 

"L’ Umbria ha mostrato come sostenere progetti che favoriscono innovazione, creano posti di lavoro e aumentano la competitivita' di tutta la regione" ha affermato Hahn. "L'esperienza umbra  - ha aggiunto Gualtieri - e' un esempio di buone pratiche che anticipano le linee di fondo della nuova politica di coesione ". 
 

Nel dettaglio "al 31 dicembre 2013, a fronte di un importo da rendicontare alla Commissione di 201.965.923 euro per il target di fine anno, il livello di realizzazione del POR FESR attesta una spesa di 204,8 milioni di euro, pari al 60% delle risorse a disposizione. Sul versante degli impegni giuridicamente vincolanti, la quota sale a circa il 90% delle risorse" ha spiegato Marini.
 

A registrare la migliore performance e' il primo asse d'intervento, quello dedicato a "innovazione ed economia della conoscenza", che da solo raccoglie circa la meta' degli stanziamenti (piu' di 160 milioni di euro in sette anni con una media di spesa di 23 milioni di euro l'anno). I piu' gettonati sono gli investimenti sul fronte ricerca e sviluppo, oltre il doppio dell'obiettivo (270,5 milioni di euro rispetto ad un target di 126 milioni di euro), per un totale di 279 progetti.
 

Secondo la presidente della Regione a diventare sempre piu' rilevante per l'Umbria e' "la collaborazione tra imprese e i centri di ricerca pubblici e privati, con quattro Poli di innovazione nel campo di efficienza energetica e fonti rinnovabili, delle Scienze della vita, della meccanica avanzata e meccatronica". Nel primo asse d'azione rientrano anche 250 km di fibra ottica che ha raggiunto l'89% dei comuni obiettivo, ne sono rimasti cinque da coprire.
 

Altro asse prioritario del POR quello ambientale: il Piano Regionale di prevenzione multirischio, relativo alla prevenzione di rischi naturali (sismico e idrogeologico) e tecnologici, "e' quasi completato e sara' operativo entro breve" ha detto Marini, sottolineando i 19 interventi di recupero e riconversione di siti degradati rispetto ai 12 dell'obiettivo.
 

La valorizzazione delle risorse ambientali e culturali prevede invece "un investimento complessivo di 43 milioni di euro, di cui circa 9 milioni a carico del FESR" ha spiegato la presidente dell'Umbria. Recuperano il ritardo del passato le azioni nell'ambito dell'asse "Efficienza energetica e sviluppo di fonti rinnovabili", con la pubblicazione di diversi bandi pubblici. Le citta' di maggiori dimensioni inoltre sono quelle interessate dal quarto asse "accessibilita' e aree urbane", con "l'attivazione di investimenti per un totale di 27,3 milioni di euro" ha affermato Marini.
 

Guardando al futuro, il periodo di programmazione 2014-2020 e' all'insegna di una maggiore "sterzata" verso la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo sostenibile" spiega la presidente.

Le prossime sfide dell'Umbria saranno quelle di "specializzare e innovare il sistema produttivo regionale, rafforzare il capitale umano, tutelare le risorse territoriali", ma anche promuovere un'economia a minori emissioni di CO2, la tutela dell'ambiente "anche mediante nuove tecnologie e metodi di produzione verdi e reti elettriche intelligenti ed efficienti" e politiche inclusive.
 

Quattro gli obiettivi su cui la Regione intende concentrare l'80% delle risorse del nuovo FESR: ricerca e innovazione, agenda digitale, competitivita' dei sistemi produttivi e sostegno alla  transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori. A questi si aggiungono tutela dell'ambiente e valorizzazione delle risorse culturali e ambientali, piu' istruzione e formazione. L'80% del Fondo sociale
europeo andra' invece ad altri tre obiettivi: lavoro, inclusione sociale e lotta alla poverta', insieme a istruzione e formazione.

 

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