Dopo autorevoli prese di posizione da parte delle forze politiche e sociali, domani il Consiglio regionale dell'Umbria si pronuncerà sulla mozione presentata dal Gruppo di Rifondazione Comunista in merito al riconoscimento dello stato di crisi industriale complessa per l'area di Terni e Narni, passaggio indispensabile per individuare una strategia credibile di uscita dalla crisi per un territorio in balia di delocalizzazioni e dismissioni produttive e privato dai governi nazionali di questi anni della dovuta attenzione.

"I dati sul ricorso alla cassa integrazione, l'emorragia di posti di lavoro e l'incertezza complessiva sulle prospettive per il prossimo futuro di quello che è a tutti gli effetti il polmone industriale della Regione Umbria, rendono improcrastinabile, scrivono in una nota il segretario regionale del Prc, Della Vecchia e il segretario provinciale di Terni, Carletti, l'assunzione di impegni precisi da parte delle Istituzioni pubbliche per il rilancio produttivo ed occupazionale del territorio, come sempre avvenuto in precedenza di fronte ai grandi processi di trasformazione del sistema industriale. Quasi tutte le Regioni italiane vedono nel loro territorio aree di crisi industriale complessa riconosciute dal Governo o in attesa di riconoscimento, a riprova della diffusa impossibilità che si incontra nel contrastare solo con risorse e strumenti di competenza regionale la spirale recessiva in corso nel nostro Paese, specie a fronte di condotte aziendali, limitandoci al nostro territorio, come quelle espresse da Basell e Sgl Carbon."

"È ora di connettere il patrimonio espresso da decenni di industrializzazione della conca ternana, sottolineano i due esponeti di Rifondazione Comunista, con le tante possibilità di ricerca, innovazione produttiva e sviluppo percorribili già nel breve periodo, come dimostrato dal progetto "Chimica verde" per lo sviluppo nell'area di Terni del polo nazionale per la chimica verde dei materiali; possibilità che, in assenza di interventi di respiro nazionale che ripristinino il primato dell'interesse collettivo su quello privato e che promuovano un modello di sviluppo socialmente ed ecologicamente sostenibile, rischiano di sfumare irreversibilmente."

Il PRC di Terni e dell'Umbria auspicano che si possa finalmente passare dalle parole ai fatti, riconoscendo la rilevanza strategica nazionale della crisi in corso nell'area di Terni e Narni e avviando così il percorso per l'ottenimento delle risorse indispensabili per aprire una nuova fase programmatoria nell'economia dell'intera regione.

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