PERUGIA - “Che serva una Giornata della Memoria per non dimenticare l'orrore dell'Olocausto è dimostrato anche dall’ oltraggio alla comunità ebraica di Roma. Le teste di maiale recapitate alla Sinagoga, alla ambasciata di Israele ed al Museo in cui è esposta una mostra sulla Shoah  sono l’espressione dei disgustosi rigurgiti di un razzismo che resiste alla storia e ai più elementari principi di civiltà.

Ne sono autori, è vero, gruppi residuali, ma sarebbe sbagliato liquidarli come avanzi di un passato cancellato per sempre. Servono allora la Memoria delle vittime e l’ approfondimento di quegli eventi drammatici accaduti nel cuore dell'Europa, nei quali anche l'Italia fascista fu coinvolta. Il razzismo, in particolare contro il popolo ebraico, non è una malattia definitivamente sconfitta.

E' un male assoluto che si combatte tutti i giorni, a partire dai nostri comportamenti individuali. Soprattutto i più giovani perugini devono sapere cosa videro i soldati che aprirono le porte del lager di Auschwitz e degli altri campi. Non facciamo del 27 Gennaio una giornata rituale, non perdiamo mai di vista il perché della sua istituzione”.
 

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