Vinti: "Ho incontrato Maurizio Marchei, la situazione può e deve cambiare"
PERUGIA - Mi sono recato alla tabaccheria di Maurizio Marchei, che la notte scorsa ha subito una rapina ed è stato malmenato da due delinquenti.
Sono andato a portargli la mia vicinanza e solidarietà, perché come perugino anch’io sono stato colpito dal fatto che, ormai, rapine e violenze gratuite si verificano anche nelle vie centralissime di Perugia come via Maestà delle Volte, e perché Marchei lo conosco, persona seria, dolce ed ovviamente indimenticabile grifone.
Ho potuto notare, nei pochi minuti che sono stato al negozio, quanti miei concittadini hanno avuto lo stesso bisogno: esprimere a Marchei e alla sua signora la propria vicinanza, un sentimento che si accompagna al malumore che serpeggia per una situazione divenuta intollerabile.
Qualche mese fa, mio malgrado, mi sono trovato a sedare una rissa in pieno Corso Vannucci, tra lo sgomento e la paura di turisti e altri cittadini.
Sembra una situazione paradossale, una infima minoranza che delinque, in uno spazio ristretto e controllabile, che tiene sotto scacco il cuore della nostra città.
Io credo che si possa fare molto per stroncare questo andazzo, riportando legalità e qualità della vita in molte zone della città a partire dal centro storico.
Due, però, sono le condizioni indispensabili: la prima è una massiccia e capillare opera di intelligence che impedisca l’arrivo delle sostanze da spacciare in città; la seconda, una mobilitazione e un sussulto civico di Perugia e dei suoi cittadini, in grado di integrare l’azione repressiva delle forze preposte all’ordine pubblico e al rispetto della legalità.
Una vicenda così spiacevole, inoltre, riapre un dibattito su temi antichi ma che ancora oggi sono all’ordine del giorno. Quella della legalizzazione delle droghe leggere, ad esempio, un tabù che anche gli Usa stanno abbattendo e che nel nostro Paese fatica a diventare oggetto di una discussione seria e scevra da qualsiasi pregiudizio sulla materia: sottrarre il mercato delle droghe dalle grandi organizzazioni criminali costituirebbe, certamente, un deterrente per quella microcriminalità protagonista di episodi come l’aggressione a Marchei. A questo si aggiunga la contingenza di un sistema che troppo spesso consente, a chi è stato catturato dopo la commissione di un reato, di tornarsene in giro il giorno dopo come se niente fosse. Diventa difficile difendere posizioni garantiste quando le prime a non essere garantite sono proprio le vittime dei reati che, come è successo anche recentemente a Perugia, si ritrovano rapinatori e violenti davanti al proprio esercizio commerciale o alla propria attività qualche ora dopo l’arresto, alla faccia della certezza della pena.
È necessario, comunque, definire con urgenza progetti complessivi di ‘sicurezza democratica' con soluzioni innovative, avanzando proposte di riqualificazione e progettazione urbanistica al fine di creare un territorio sicuro e funzionale a sostenere la vitalità dei quartieri, rendendo fruibili gli spazi della città a tutti coinvolgendo gli stessi residenti anche nel contrastare il degrado delle aree urbane.
Solo ricostruendo una idea forte di legalità diffusa possiamo sperare di far tornare Perugia città dell’accoglienza e della sicurezza.
L’Assessore regionale
Stefano Vinti




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