Mi sembra opportuno e doveroso condividere alcune riflessioni sulla vicenda Tares e sulla manifestazione organizzata dalle attività economiche della nostra città che ha visto un'eccezionale adesione da parte dei commercianti di Amelia.

 

Per quanto riguarda la Tares ribadisco che questa tassa non è un'invenzione della mia amministrazione ma è stata imposta dal governo centrale. La Tares lega la tariffa pagata dal cittadino e dall'impresa alla produzione presunta dei rifiuti. Alcune categorie ci guadagnano (banche, uffici) e altre ci rimettono, in particolare ristoranti, bar, pizzerie, pasticcerie, ortofrutta.

 

Nell'applicare la Tares, consapevoli della situazione di disagio che vivono le nostre attività economiche, abbiamo cercato di ridurre al minimo l'impatto della tassa su queste categorie. E ci siamo riusciti tanto che le tariffe di Amelia per le attività economiche, facendo un rapido raffronto, sono le più basse rispetto a Narni, Terni, Acquasparta in alcuni casi anche con differenze notevoli. Si pensi, ad esempio, agli alberghi con ristorante che pagano ad Amelia 3,56 € al mq contro i 5,03 € di Narni ed i 8,95 € di Terni. Oppure al semplice negozio di abbigliamento che paga ad Amelia 2,87 € al mq contro i 4,31 € di Narni ed i 7,61 € di Terni.

 

Sicuramente c'è stato un difetto di comunicazione tra l'amministrazione e le categorie interessate che non ha fatto percepire alle stesse che, nonostante l'introduzione della Tares non fosse evitabile, abbiamo cercato di tutelarle al massimo.

 

E senza dubbio i numerosi errori materiali sulle cartelle (successi, purtroppo, in moltissimi comuni) hanno contribuito a generare confusione, smarrimento e a far passare l'idea che la Tares ad Amelia aumentasse del 300% come qualcuno ha scritto.

 

Su questo punto abbiamo cercato di correre tempestivamente ai ripari sospendendo i pagamenti, prorogando la scadenza al 15 febbraio e rateizzando i saldi Tares più costosi in 4 rate fino a luglio.

 

Dalla manifestazione, tuttavia, emerge qualcosa che va oltre la questione Tares e che attiene alla fase di crisi profonda che vivono le attività economiche e le famiglie. Un sindaco, su questo, si sente spesso solo ed impotente chiamato a rispettare, da una parte, l'equilibrio dei conti e le leggi nazionali che tendono ad esasperare la pressione fiscale e dall'altra  a porre riparo al disagio sociale e alle difficoltà economiche delle attività che creano lavoro e ricchezza.

 

Lo scenario deve cambiare dall'alto, a partire dal rigorismo dell'Unione Europea e dalla scarsa generosità dei governi nazionali, incapaci di produrre riforme e di risparmiare e molto inclini a far pagare sempre i cittadini.

 

Ma per quanto possibile anche noi dobbiamo fare la nostra parte. Per questo, come ho già fatto a viso aperto di fronte ai manifestanti, mi metto a disposizione per ascoltare, condividere e studiare insieme le strategie per ripartire insieme.

 

Riccardo Maraga

Sindaco di Amelia

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