di Arm.Alle.

 

PERUGIA - Indennità più ricche per Presidente, assessori e consiglieri regionali. Con il provvedimento, votato all'unanimità dai cinque membri dell'ufficio, (Eros Brega, Andrea Lignani Marchesani, Damiano Stufara, Alfredo De Sio e Fausto Galanello) del 23 dicembre scorso si è deciso di “ridefinire a decorrere dal mese di gennaio 2014 l'ammontare mensile del rimborso per le spese di esercizio del mandato per fasce parametrate alle funzioni svolte e alla distanza tra il Comune di residenza e la sede dell'assemblea legislativa”. Significa che i rimborsi a fine mese saranno più alti.

Al presidente della giunta regionale viene corrisposta un'indennità mensile netta pari a 4.175 euro (prima erano 4.100 al mese), la stessa cifra garantita al presidente del consiglio regionale (stesso aumento). Aumento leggermente inferiore viene garantito agli assessori eletti: passano da 3.800 euro netti al mese a 3.850. I presidenti di commissione che per andare al lavoro percorrono più di 70 chilometri incassano 4.175 euro.

A Nevi (FI) la cosa non è piaciuta e ieri ha detto: “ritirare la delibera dell'Ufficio di presidenza numero 408 del 31/12/2013 che ha inspiegabilmente aumentato i rimborsi chilometrici a noi consiglieri regionali con incrementi che vanno da 600 a 1200 euro netti all'anno, in base alle distanze, per ogni consigliere”. “In questo momento storico in cui le famiglie sono in difficoltà e ci sono migliaia di persone senza stipendio noi – afferma Nevi - sentiamo l'esigenza di dire no ad un aumento di soldi per noi consiglieri regionali che, seppure tra i più virtuosi d'Italia, abbiamo un indennizzo di tutto rispetto, che non necessita certo di incrementi.

E sui rimborsi chilometrici, anche il Psi non ci sta e chiede oggi la revoca della delibera dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale “che dispone l'aumento dell'importo della quota relativa alle spese per l'esercizio del mandato, attraverso la rimodulazione dei rimborsi chilometrici".

In una nota della Regione, il capogruppo Psi a Palazzo Cesaroni, Massimo Buconi, dice di aver appreso "in questi giorni" della delibera e che su questo atto aveva già l'intenzione di esprimere le proprie "riserve e contrarietà in occasione della conferenza dei capigruppo convocata per mercoledì prossimo e poi anticipata a lunedì". "Ma oggi - sottolinea Buconi - visto il rilievo che la vicenda sta assumendo dopo la presa di posizione del capogruppo di Fi, Raffaele Nevi, non ho alcuna remora ad anticipare quella che sarà la richiesta formale del nostro gruppo, e cioè il ritiro della delibera in questione, in quanto inopportuna".

Anche l’assessore regionale Stefano Vinti, appresa la notizia, non s’è fatto trovare impreparato è ha dichiarato: “Apprendo dalla stampa locale che l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale dell'Umbria ha deciso di attivare gli adeguamenti ISTAT per i rimborsi chilometrici a consiglieri regionali ed assessori. Dicono che è un atto dovuto. Dovuto amministrativamente, non certo politicamente”.

“Politicamente – sottolinea Vinti - la ritengo una decisione sbagliata e ingiusta. Consiglieri ed assessori non ne hanno bisogno, son già retribuiti adeguatamente. Molto adeguatamente! Seppure si tratta di poca cosa, quella delibera va ritirata. In questa fase le risorse vanno impiegate in altro modo.

Ribadisco che Rifondazione ha proposto il taglio delle indennità del 50% e l'abrogazione del vitalizio. Non è chiaro se personalmente usufruirò dell'aumento, comunque mi impegno a versarlo in beneficenza, alla casa di riposo di Pontenuovo di Perugia”.

“Naturalmente  - conclude - continuerò a versare il 50% del mio stipendio mensile al partito che mi ha candidato, Rifondazione, come faccio da quando sono in Regione. Per noi la politica è un servizio”.

Nettamente contrario al provvedimento anche il capogruppo dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini che  in una nota afferma: "Lunedi' cercheremo di capire la logica degli interventi previsti dall'ufficio di presidenza. E' chiaro che riteniamo giusto e opportuno evitare qualsiasi forma
di aumento dei rimborsi chilometrici. E pertanto la delibera deve essere ritirata.

Lunedi' avremo modo di spiegare le nostre ragioni": aggiunge Dottorini. "Forse sarebbe stato opportuno un passaggio presso la conferenza dei capigruppo prima di assumere deliberazioni in proposito, ma in ogni caso spero si possa rimediare facendo prevalere il buon senso e
revocando senza indugi la delibera".

 

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