Confcommercio: Umbria in emergenza perché sono in emergenza imprese e consumi
PERUGIA - "L'Umbria e' in stato d'emergenza perche' sono in emergenza le imprese e i consumi": la Confcommercio di Perugia, per bocca del suo presidente Giorgio Mencaroni, ha lanciato l'allarme stamani durante la conferenza stampa di inizio anno in cui l'organizzazione ha tracciato un bilancio dell'anno appena trascorso, con la presentazione del Rapporto 2013, e delineato le priorita' su cui intervenire.
"In questa situazione - ha detto il presidente della Confcommercio - il sistema continua a chiedere ancora tasse, ma ormai non c'e' piu' nulla da togliere".
Un'emergenza "economica e sociale" che, secondo quanto detto da Mencaroni, "va affrontata con un impegno straordinario perche' la regione ha perso posizioni su posizioni in ambito italiano e quindi deve rimettersi in moto dando fondo a tutte le sue migliori energie". "L'Umbria - ha aggiunto - si segnala per un arretramento costante nella produzione di ricchezza e nel livello dei consumi, che la allontana sempre piu' dalle altre regioni del Centro, con prospettive per il 2014 ancora piuttosto incerte".
Per Mencaroni, "terziario di mercato, territorio, citta' e innovazione sono le risorse da cui ripartire". I dati presentati, con il Pil pro-capite e i consumi in calo, testimoniano quindi per Mencaroni "una "situazione di estrema difficolta' per l'Umbria" e in prospettiva, "le cose non sono molto incoraggianti". Infatti, secondo il Rapporto sulle Economie territoriali dell'Ufficio studi Confcommercio nazionale, l'Umbria nel 2014 perdera' rispetto al 2007 il 12 per cento di ricchezza per abitante. Inoltre, a livello di consumi reali sul territorio anche il biennio 2013-2014 si prevede che fara' registrare una diminuzione dello 0,8 per cento, mentre a livello di consumi pro-capite si stima un -1,5 per cento.
La fotografia scattata dall'indagine annuale realizzata dalla Confcommercio della provincia di Perugia conferma che il 2013 e' stato un anno "difficilissimo" per le attivita' umbre del terziario. Nei primi tre trimestri il saldo tra nuove imprese e imprese cessate riporta un segno meno di 634 unita' e sono andati perduti oltre 1.300 posti di lavoro in soli nove mesi.
Nel 2013, inoltre, solo un imprenditore su tre ha fatto investimenti, il 64 per cento ha dichiarato una diminuzione di fatturato e il 93 per cento degli intervistati ha dichiarato di non aver fatto inserimenti di personale (percentuale stabile dal 2012 ad oggi).
"A distanza di un anno possiamo riprendere pari pari le nostre richieste perche' di fatto nulla e' cambiato, anzi le aliquote sono aumentate", ha poi sottolineato Mencaroni, il quale ha aggiunto: "Sono mancati o sono stati insufficienti quegli interventi strutturali, a livello nazionale e locale, quelle decisioni coraggiose, quel cambio di passo e di mentalita' che noi avevamo chiesto".
Secondo Mencaroni, e' la tassa di soggiorno la piu' iniqua "perche' cosi' si tassa chi porta i soldi". Il presidente della Confcommercio, ricordando prima che "tanti associati, di vari settori" gli chiedono "ripetutamente" di tornare in piazza, ha successivamente lanciato la sollecitazione ad uno "sforzo corale, ad una alleanza-mobilitazione di tutte le forze associative e istituzioni per incidere in modo rilevante sulla gravita' dei mali che affliggono la regione".
Va in questa direzione la proposta lanciata da Mencaroni e rivolta ai sindaci umbri, ovvero quella di tenere i parcheggi gratis per due-tre mesi, accessibilita' piu' ampia ed iniziative di animazione: "I sindaci, con questo esperimento, devono provare a rovesciare la prospettiva, devono avere il coraggio di andare controcorrente; a queste condizioni anche le imprese saranno disposte ad investire, a metterci del loro, per poi tirare le somme alla fine e vedere se quello che si e' perso in ticket dei parcheggi non si e' riguadagnato in ricchezza diffusa".
E' infine la sfida dell'innovazione quella sulla quale la Confcommercio punta come "elemento di forza" per il rilancio dell'Umbria, in considerazione del fatto che "le nuove imprese digitali umbre hanno registrato negli ultimi anni un trend migliore rispetto al resto d'Italia".




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