Saldi/ Dal 4 gennaio al via anche in Umbria, i commercianti sperano
PERUGIA - Il 2014 si apre all'insegna dello sconto anche in Umbria, con i saldi che il 4 gennaio prenderanno il via con ribassi iniziali, secondo le previsioni, a partire dal 30-4O per cento. "Dalle informazioni che provengono dai nostri associati - spiega la Fismo Confesercenti Umbria, l'associazione Confesercenti del commercio al dettaglio di moda e abbigliamento - i prossimi saldi saranno i piu' convenienti degli ultimi dieci anni: gli imprenditori praticheranno sconti sostenuti per recuperare un anno difficile: oltre alla crisi economica, il settore e' stato colpito anche dal clima, con una primavera fredda e un'estate in ritardo e troppo lunga. La conseguenza e' stata un aumento delle rimanenze di magazzino e quindi delle opportunita' per chi acquista in saldo. Gli acquisti durante le festivita' natalizie sono andati male e si sono registrati in certe situazioni anche cali a doppia cifra. Per questo motivo ci si aspetta una partenza sprint delle vendite nei primi giorni dei saldi e sconti molto alti. Molti consumatori hanno rimandato gli acquisti natalizi e i regali, soprattutto per parenti e familiari, e i commercianti sperano che queste vendite possano essere recuperate dai saldi".
Il centro studi Confesercenti e la Fismo stimano una spesa media di 155 euro a persona durante il periodo dei saldi, in leggera flessione rispetto al 2013. "I saldi invernali - conclude la nota della Fismo Confesercenti Umbria - aiutano a sostenere sia i bilanci dei negozi che hanno risentito di una calo delle vendite, sia quelli delle famiglie strette dalla crisi economica: per questo non vanno di certo deregolamentati, ma tutelati, a partire dall'istituzione di una data davvero unica per tutta Italia. La liberalizzazione condurrebbe di fatto alla fine dell'effetto positivo del saldo, che resta un'importante opportunita' per dare respiro alle imprese del settore moda. Servono delle forti politiche di rilancio dei consumi per far recuperare fiducia alle famiglie. Servono interventi urgenti sul lavoro e sulla diminuzione della pressione fiscale. Anche le amministrazioni locali devono
iniziare una pesante revisione delle loro spese eliminando sprechi, sovrastrutture che ancora ci sono ed allentare la morsa delle imposte locali che stanno uccidendo imprese e famiglie".




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