Arriva alla 61esima edizione la "Premiazione del Lavoro e dell'Impresa"
PERUGIA - “Il 2013 chiude senza l’atteso e annunciato ritorno alla crescita. Solo qualche segnale positivo: Produzione Manifatturiera tornata in positivo dopo un biennio di discesa costante, Ordinativi in risalita, conferma positiva per le Esportazioni che crescono del 6,6%, al netto della cattiva performance dei Prodotti Metalliferi (Acciaierie di Terni). Regge la base imprenditoriale con una flessione contenuta del numero delle imprese, 73.545 al 30 settembre 2013. Le cessazioni superano le iscrizioni, ma in 9 mesi sono pur sempre nate in provincia di Perugia, 3.028 nuove imprese, oltre 11 al giorno. Il Commercio conferma le difficoltà: vendite al Dettaglio – 3,1%; anche la GDO con il segno meno: - 0’9%.
2013 pesante per i livelli occupazionali: sale al 10,5% la disoccupazione, dato peggiore da circa 20 anni. I giovani i più colpiti e i NEET – giovani che non lavorano, non studiano e non si formano – continuano a crescere.
Il sentiment delle imprese resta negativo. Il rischio è di non agganciare la ripresa nel 2014. Uscire tecnicamente dalla recessione, potrebbe non significare un reale superamento della crisi”.
Nata nell’immediato dopoguerra per iniziativa del sistema delle Camera di Commercio, la Premiazione del Lavoro e dell’Impresa si tiene a Perugia dal 1952. Da allora, più di 3.100 sono stati i lavoratori dipendenti e le imprese premiati.
Lavoro e impresa insieme, come fondamento di valori che sono alla base della società e di un sistema economico portatore degli interessi generali della comunità in cui si vive e si opera.
In questa 61° Edizione sono stati assegnati riconoscimenti a 13 Lavoratori Dipendenti e 33 Imprese. 3 i Premi Speciali andati a Benemeriti che hanno saputo raggiungere alti obiettivi di progresso economico e civile.
Sono intervenuti alla cerimonia di Premiazione l’Assessore Regionale, Fabio Paparelli, l’Assessore Provinciale Domenico De Marinis e l’Assessore del Comune di Perugia Ilio Liberati. Presenti il Prefetto di Perugia Antonio Reppucci, il sindaco di Assisi Claudio Ricci, rappresentanti delle Associazioni di Categoria, componenti del Consiglio e della Giunta Camerali.
Il presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni, ha aperto la manifestazione con la relazione sullo stato dell’economia provinciale
“Nel 2013 che sta per finire, abbiamo visto deluse le aspettative di quella ripresa più volte prevista ed annunciata” ha affermato il presidente Mencaroni. “Al contrario, ci sono i presupposti perché si allontani ancora, anche oltre il 2014, su cui difatti sono già iniziati i ritocchi al ribasso della crescita del PIL previsti dal Governo”.
Ancora Mencaroni: “La situazione dell’economia provinciale rimanda ad un consolidamento di negatività consolidate, con settori fondamentali, come le costruzioni e il commercio, in forte, persistente difficoltà”. Giorgio Mencaroni ha tuttavia evidenziato anche qualche segno positivo, come la Produzione Manifatturiera tornata in terreno positivo: “di poco, + 0,3%, ma da più di due anni non accadeva. Si muovono gli Ordinativi, al contrario del Fatturato ancora in calo”.
Contrastanti i risultati del Manifatturiero artigiano: male la Produzione, flessione attenuata per il Fatturato, invariati gli Ordinativi. Le Esportazioni confermano la buona intonazione e crescono quasi del 7%. “Questo risultato – ha precisato il Presidente della Camera di Commercio - è stato depurato dal dato fortemente negativo delle Acciaierie di Terni (“Metalli”), che da solo porta in rosso di oltre 6 punti la voce export regionale 2013. Questo a conferma che – pur in crescita - le esportazioni umbre producono volumi modesti. I 3 miliardi e mezzo l’anno, rappresentano il 15% circa del PIL regionale, quando su base nazionale si supera il 25%. Tuttavia, le imprese nelle migliori condizioni sono quelle esportatrici, che riescono ad intercettare all’estero una domanda che sul fronte interno è ancora in flessione”. Su questo fronte, l’impatto più forte lo subiscono le imprese del commercio al dettaglio, sia di prodotti alimentari che non alimentari (-3,1%), ma anche la Grande Distribuzione flette intorno all’1%.
“Tutto questo – ha notato Mencaroni - nonostante anche in provincia di Perugia si registri un sostanziale fermo dei prezzi, che variano di appena lo 0,7 su base annua, il minimo dal 2009. Una condizione al limite della deflazione”.
A queso proposito, è significativo quanto avvenuto ad ottobre con l’aumento dell’Iva al 22%, una misura senz’altro “inflazionistica”, ma che ha prodotto l’esatto contrario, “senza dire che poi quel punto in più di Iva, ha detto Mencaroni, “se lo sono evidentemente accollato per intero le imprese, nel tentativo di evitare una ulteriore flessione dei consumi”.
In questo quadro congiunturale, la base imprenditoriale della provincia di Perugia si riduce, ma resiste.
A fine 2013 il saldo tra le imprese di nuova costituzione e quelle cessate sarà negativo, ma in termini assoluti la capacità di fare impresa non demorde. Nei primi nove mesi del 2013, in provincia di Perugia più di 3 mila nuovi imprenditori sono entrati nel mercato: oltre 11 ogni giorno.
Senza impresa non si esce dalla crisi e senza impresa non si crea occupazione.
In provincia di Perugia su questo fronte il 2013 è stato molto pesante e la disoccupazione ha toccato il 10,5%, il valore più alto da più di venti anni. E anche il tasso di occupazione si è ridotto, intorno al 61%, con una flessione più intensa per i giovani da 15 a 34 anni.
Preoccupanti i dati sui NEET, i ragazzi da 15 a 35 anni, che non lavorano, non studiano, non si stanno formando, diventati in Italia 3 milioni e 750 mila, 300 mila in più rispetto all’anno prima.
“Dobbiamo far diventare i giovani i veri protagonisti di un nuovo modello di sviluppo, compatibile e sostenibile e raggiungere i livelli di occupazione medi europei.
Quali le strade da percorrere? Ha risposto Mencaroni: ”Semplificare la riforma dell’apprendistato, ridare slancio ai servizi per l’impiego attraverso una regia unitaria a livello nazionale, che veda coinvolti a livello locale diversi attori, tra cui le Camere di commercio e destinando risorse a programmi di formazione da svolgere sia in Italia che all’estero”.
Il problema è che a questa realtà, non guardano con attenzione le politiche governative, che invece dovrebbero tracciare la rotta giusta per cercare di guidarci fuori da questa situazione. Al contrario: le imprese - e i cittadini con esse - vengono visti innanzitutto come uno strumento passivo per reperire risorse, che poi il più delle volte sono malutilizzate. Con il peso della tassazione divenuto realmente insostenibile: “il 55% per chi le tasse le paga veramente”.
In questi momenti così duri, la Camera di Commercio di Perugia è al fianco delle imprese, raccoglie le loro istanze, ne interpreta le necessità e mette in campo iniziative rivolte al sostegno e alla promozione della loro attività.
“Destiniamo ogni nostra risorsa ai programmi di sostegno al sistema economico, arrivando a far ricorso anche al disavanzo di bilancio, coperto dagli avanzi patrimonializzati. Per gli interventi economici programmati per il 2014, siamo riusciti a mettere in campo 7,4 milioni di euro, comprensivi delle destinazioni della maggiorazione del diritto annuale per la Quadrilatero che sta realizzando gli assi viari tra l’Umbria e le Marche e per l’Aeroporto S.Francesco di Assisi” ha ricordato Mencaroni.




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