Congresso Prc/ Ferrero, subito dopo le elezioni il partito era annichilito
PERUGIA - "Abbiamo fatto bene a non fare il congresso subito dopo le elezioni perche' in quel momento c'era una fase di annichilimento del partito e quindi qualche mese in piu' per ragionare ci ha aiutato a fare un congresso piu' razionale nella discussione politica": cosi' oggi il segretario del Partito della Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, nelle sue conclusioni al Congresso nazionale del Prc che da venerdi' si sta svolgendo al centro congressi Quattrotorri di Perugia.
"La situazione adesso e' infatti ben diversa perche' non vedo grande efficacia politica da parte del Pd, di Sel e del Movimento 5 Stelle", ha affermato il segretario nazionale, il quale ha aggiunto: "Non dobbiamo solo andare alle manifestazioni degli altri, ma proporre cose concrete per il mondo del lavoro ed avere una linea politica chiara con una idea di fondo per la costruzione della nuova sinistra".
Nel corso della sua relazione finale, Ferrero ha anche posto l'attenzione sul nodo politico principale emerso dalla discussione congressuale, ovvero sulla "necessita' di fare chiarezza per quanto riguarda il rapporto con il centro sinistra".
Secondo Ferrero, "le cose successe negli anni scorsi dimostrano che e' questa la questione principale e far finta che il problema non ci sia significa mettere le condizioni per un altro sfascio".
"Non siamo nella situazione in cui bisogna resistere – ha proseguito il segretario del Prc - ma in quella in cui c'e' da costruire un patrimonio che si possa dire di sinistra per offrire una proposta credibile".
"Ho come l'impressione che Renzi vincera' le primarie e che il giorno dopo all'interno del popolo che vota Pd ci saranno problemi". Ha osservato il
segretario del Prc durante la giornata conclusiva del Congresso nazionale.
"A questi elettori - ha continuato - cosa diciamo? Diciamo di venire con noi per un progetto alternativo, o gli diciamo che vogliamo rifare un'alleanza con quelli li'?".
Per Ferrero "nella costruzione di questa nuova sinistra non vanno fatti gli errori del passato". “Le cause del nostro declino - ha spiegato rivolgendosi alla platea di delegati - risalgono a quando avevamo ministri, un presidente della Camera e un alto peso politico, perche' in quel momento abbiamo messo le
condizioni per il nostro disastro, sopravvalutando i rapporti di forza e aprendo, sbagliando, alle alleanze".
Tra le questioni "piu' importanti" messe in risalto oggi dal segretario del Prc, anche quella, ha spiegato, del "modo di essere partito".
"Bisogna distinguerci ed essere - ha detto Ferrero – un partito sociale per costruire una antropologia di comunisti e comuniste riconoscibili nella diversita' rispetto agli altri partiti, perche' quando Berlinguer parlava di questione morale e diversita' comunista parlava di questo". "Noi nelle intercettazioni telefoniche dell'Ilva ci siamo solo perche' dicono che gli rompiamo le scatole", ha poi sottolineato il segretario nazionale.
In merito ad uno dei temi centrali venuti fuori dal nono Congresso nazionale del Prc, quello sul rinnovamento del partito, a conclusione del suo intervento e prima delle votazioni da parte dei 380 delegati, il segretario Paolo Ferrero ha proposto direttamente al Congresso ("visto che non abbiamo fatto - ha detto - quei passi in avanti che invece dovevamo fare") di non uscire oggi con il nuovo segretario.
"Propongo - ha aggiunto Ferrero - di riunire il Comitato politico nazionale e fare una consultazione per capire come comporre la direzione, la segretaria e per scegliere entro una ventina di giorni chi deve fare il segretario per guidare quindi l'indirizzo politico che abbiamo deciso in questi giorni".




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