PERUGIA - In Umbria i segnali di disgelo dal punto di vista economico "sono piu' lenti che altrove, vuoi per le caratteristiche del suo apparato produttivo, ancora molto legato alla domanda interna, vuoi per le incertezze dell'azione amministrativa. Cosi', nonostante i progressi nell'aprirsi
all'esterno, l'andamento del Pil regionale fatica a sintonizzarsi sul trend di quello nazionale": lo evidenzia l'indagine congiunturale sul terzo trimestre 2013 svolta tra le aziende manifatturiere associate da Confindustria Umbria in collaborazione con l'Universita' di Perugia.
 

Tra gli elementi segnalati dalla ricerca, il miglioramento delle condizioni produttive, percepito soprattutto in termini tendenziali, che riguarda il 30,7% delle imprese partecipanti all'indagine le quali dichiarano incrementi di produzione rispetto ad un anno fa. Nella precedente rilevazione la
corrispondente quota era pari al 16,9%.
 

Ancora su base tendenziale spicca un gruppo di imprese con incrementi produttivi di particolare entita' (oltre il 5%): erano il 6,5% lo scorso trimestre e sono ora diventate il 15,9%, insieme ad una forte riduzione della quota di quelle con una maggiore perdita di produzione (oltre il meno 5%), che su base congiunturale equivale ad una riduzione del loro peso dal precedente 20,5% all'attuale 15,6% e, soprattutto, su base tendenziale, dal 22,1% ad un piu' contenuto 12,5%.
 

Passando ai comparti principali, quello della meccanica non spicca per consistenza degli incrementi di produzione e, anche se vede ridursi la presenza di imprese nell'area delle difficolta', si caratterizza soprattutto per un evidente mantenimento delle situazioni pregresse.
 

Migliore appare invece, questa volta, il profilo dell'industria alimentare, che vede piu' della meta' (60%) delle imprese in espansione su base congiunturale e quasi la meta' (40%) in espansione su base tendenziale.
 

Il comparto della carta e delle lavorazioni cartotecniche e' caratterizzato da una quota robusta (il 50%) di imprese che segnalano espansione produttiva su base tendenziale mentre langue il recupero su base congiunturale (solo il 12,5%). Allo  stesso tempo, una quota altrettanto cospicua di imprese (50,0%) si mantiene stabile sulle buone posizioni raggiunte nel precedente trimestre. L'incidenza delle imprese in arretramento si alleggerisce rispetto a quanto registrato nel precedente trimestre ma resta ancora sui livelli di guardia.

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