Se questo è un uomo
“I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler”. Non è dato di sapere se questa frase infame? ributtante? o soltanto frutto di sesquipedale ignoranza – tratta (e usata) a mò di lancio pubblicitario dal prossimo libro del servilissimo biografo di casa Arcore – sia stata effettivamente pronunciata dai figli di Berlusconi (insieme? da qualcuno/a in particolare?) oppure sia stata partorita dalla di lui mente malata ed attribuita a quella sua progenie sulla quale egli ha tante volte spergiurato.
L’uomo ne ha dette – e soprattutto ne ha fatte – molte e di molto gravi nella sua vita politica e dintorni. Quest’ultima, però, benché pateticamente innocua, proprio per la sua enormità blasfema, produce un senso di raccapriccio irrefrenabile. Perché fa capire come il personaggio che da vent’anni tiene in scacco il Paese – complici torme di cortigiani, servi al suo soldo e tiepidissimi, sedicenti avversari – non possegga i normali freni inibitori che aiutano ogni persona a filtrare le più sgangherate cialtronerie.
Ecco, forse il punto è proprio questo. Berlusconi è certo una cancrena che corrode questo Paese, ma è, appunto, anche un volgare cialtrone.
Francamente, non occorre dire altro. Sarebbe tempo sprecato. Basterebbe tirare la catena, a dire il vero, se i teatranti della politica che conta si decidessero a farlo e non fossero un branco di miserabili pusillanimi.
P.s.: Un consiglio – certamente superfluo - per i nostri lettori e per le nostre lettrici: state lontani, anche se catturati da un raptus di curiosità, dai libri di Vespa.
Dino Greco




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