Morti sul lavoro in Italia, strage nell’indifferenza! – Lettera di Marco Bazzoni
“C’è un tema molto importante, di cui non si parla e non si discute mai, forse perchè un tema scomodo, un tema spinoso, ed è quello delle morti sul lavoro.
Un dramma che nel 2012 (dati Osservatorio Indipendente di Bologna diretto da Carlo Soricelli, ex operaio metalmeccanico in pensione) ha fatto oltre 1180 morti, anche se l’Inail da anni, ci va ripetendo che le morti sul lavoro (e anche gli infortuni sul lavoro) sono in calo, tanto che secondo i dati Inail, nel 2012 ci sono state 790 morti sul lavoro, però questo dato non è esatto, visto che 790 morti, sono solo quelli riconosciuti dall’Inail, ma le denunce per infortunio mortale sono state 1296 nel 2012.
Ci sarà anche un calo, ma a sembra più un problema di riconoscimento di infortunio mortale sul lavoro, visto che 481 denunce non sono state considerate morti sul lavoro nel 2012!
E voglio essere anche più chiaro, visto che negli ultimi anni l’Inail ci va parlando di un costante calo delle morti sul lavoro.
A questo link:
http://www.inail.it/internet_web/wcm/idc/groups/salastampa/documents/doc...
scopriamo, che:
2008 le denunce per infortunio mortale sul lavoro sono state 1624, ma l’Inail ne ha riconosciute solo 1110, 514 lavoratori non sono stati considerati morti sul lavoro
2009 le denunce per infortunio mortale sul lavoro sono state 1534, ma l’Inail ne ha riconosciute solo 1011, 521 lavoratori non sono stati considerati morti sul lavoro
2010 le denunce per infortunio mortale sul lavoro sono state 1483, ma l’Inail ne ha riconosciute solo 983 , 500 lavoratori non sono stati considerati morti sul lavoro
2011 le denunce per infortunio mortale sul lavoro sono state 1367, ma l’Inail ne ha riconosciute solo 866 , 496 lavoratori non sono stati considerati morti sul lavoro
2012 le denunce per infortunio mortale sul lavoro sono state 1296, ma l’Inail ne ha riconosciute solo 790, 481 lavoratori non sono stati considerati morti sul lavoro
Le denunce per infortunio mortale saranno anche calate in questi anni (molte probabilmente a causa della crisi, quindi ci sono stati meno infortuni e morti sul lavoro), la cosa strana in tutti questi anni è il numero di lavoratori che non sono stati considerati morti sul lavoro dall’Inail è che ammontano ogni anno a circa 500.
Se consideriamo tutti i lavoratori che non sono stati considerati morti sul lavoro dall’Inail, dal 2008 al 2012, questi ammontano a 2512, una cifra incredibile.
A questo punto la domanda sorge spontanea, con che criteri l’Inail considera che un lavoratore è morti sul lavoro e un altro no?
Io questo lo vorrei sapere, perchè voglio chiarezza, perchè circa 500 denunce per infortunio mortale sul lavoro, che ogni anno non vengono considerati morti sul lavoro, sono tantissime, anzi troppe : possibile che non ci sia un giornalista in Italia che si è fatto questa domanda?
E badate bene, qui sto parlando di dati Inail!
Inoltre, il dramma delle morti sul lavoro, bisogna ritorni ad essere centrale in un Paese, che si definisce democratico, perchè un Paese civile non si può permettere tutte queste morti sul lavoro.
E anche se l’Inail, da anni, continua a dire, che le morti sul lavoro sono in calo, non bisogna assolutamente abbassare la guardia sul tema della salute e sicurezza sul lavoro, cosa che purtroppo in questi anni è accaduta!
Basterebbe citare il Dlgs 106/09 voluto dall’ ex Governo Berlusconi, cui non basterebbe un articolo per parlare di tutte le norme negative contenute.
Un decreto che all’inizio fu definito “decreto correttivo”, ma che di correttivo non aveva un bel niente, era semplicemente uno stravolgimento del testo unico per la sicurezza sul lavoro voluto dal Governo Prodi (Dlgs 81 del 9 Aprile 2008).
Tanti per citare alcune modifiche negative: sanzioni dimezzate ai datori di lavoro, dirigenti e preposti, autocertificazione dvr per le aziende fino a 10 dipendenti, proroga di 90 giorni per le nuove imprese o modifiche sostanziali apportate a imprese esistenti.
Ma non finisce qui, in tutti questi anni poco o nulla è stato fatto per aumentare i controlli per la sicurezza sul lavoro, che, se anche pochi lo dicono, sono molto importanti.
Tanto che alcune volte ho sentito parlare qualche imprenditore che sarebbero repressivi: magari ci fosse la repressione, almeno forse ci sarebbero davvero meno infortuni e morti sul lavoro!
Va detta anche un’altra cosa, c’è il blocco dell’assunzione dei tecnici della prevenzione dell’Asl, che sono gli unici titolati a fare i controlli per la sicurezza e salute sul lavoro, gli ispettori sul lavoro hanno solo una piccola deroga per la sicurezza nei cantieri, ma devono sempre preavvisare le Asl territorialmente competenti.
In questi anni molti tecnici Asl sono andati in pensione e non sono stati rimpiazzati, quindi va da se che ogni anno che passa ci sono sempre meno controlli per la sicurezza sul lavoro, perchè il personale è scarso è ridotto all’osso e non si sta facendo nulla per aumentarlo, tanto che che qualche anno fa in tutta Italia c’erano circa 1850 tecnici della prevenzione dell’Asl, ma ad oggi sono sicuramente molti meno (di sicuro molto meno di 1850).
In Italia ci sono 3-4 milioni di aziende, se dovessero controllarLe tutte, ogni azienda riceverebbe un controllo ogni 33 anni, praticamente MAI!
Non c’è un programma di attualità, che abbia la forza, il coraggio di parlare di un dramma che affligge questo Paese, che è quello delle morti sul lavoro, si parla di tutto nei programmi di attualità in prima serata, di tutto, ma non dei lavoratori che muoiono sul lavoro: che tristezza!
Rivolgo un forte appello al mondo dell’informazione, riaccendete, come si suol dire, i riflettori, sul dramma, troppo spesso dimenticato delle morti sul lavoro.
Una dramma che non fa solo morti, rovina famiglie e rende tanti giovani orfani e soli!”
Marco Bazzoni - Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze




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