"La fiducia dei consumatori ad ottobre torna a diminuire e, purtroppo, non potrebbe essere diversamente. Il clima di incertezza e difficoltà in cui si trovano le famiglie pesa, infatti, in maniera determinante sui comportamenti e sulle abitudini dei cittadini, costretti ad un numero sempre maggiore di rinunce". Ad affermarlo in una nota sono Adusbef e Federconsumatori commentando i dati diffusi oggi dall'Istat.

La contrazione dei consumi, secondo i dati aggiornati dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel biennio 2012-2014, raggiungerà quota -8,1%. Una percentuale impressionante, che equivale ad una contrazione complessiva della spesa delle famiglie di circa 60 miliardi di euro. Queste minori entrate non potranno che creare una vera e propria voragine nel mercato, influendo negativamente sulla produzione e quindi sull'occupazione, contribuendo sempre di più alla contrazione del potere di acquisto delle famiglie.

Su tale andamento pesa in maniera insostenibile, sottolineano, anche l'incremento dell'Iva, le cui ricadute, in termini annui, ammonteranno a +207 Euro a famiglia (con un aggravio del +0,80% del tasso di inflazione). Risulta del tutto insoddisfacente la risposta del Governo a tale situazione. La legge di stabilità, infatti, rilevano le due associazioni dei consumatori, 'rischia di introdurre elementi fortemente negativi per i cittadini, primo su tutti l'introduzione di una siml-Imu, la Trise, che in assenza di detrazioni sulla prima casa (come prevedeva invece l'Imu) potrebbe rivelarsi addirittura peggiore dell'imposta municipale unica'.

"Per questo, sottolineano Adusbef e Federconsumatori, chiediamo al Governo di intervenire prontamente avviando una manovra davvero in grado di rilanciare il potere di acquisto delle famiglie (specialmente quelle a reddito fisso) e gli investimenti per lo sviluppo e la ricerca necessari per la ripresa occupazionale". "Una manovra, quindi - concludono i presidenti di Federconsumatori e dell'Adusbef - che dovrebbe prevedere meno regali alle banche e più misure a favore dei cittadini, a partire da un passo indietro sull'incremento Iva, che già in passato si è rivelato estremamente dannoso sia per i bilanci delle famiglie che per quelli dello Stato".

Fonte: rassegna.it

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