PERUGIA - Anche dalla castagna, nel quadro di una valorizzazione integrata dei prodotti forestali e di una nuova visione, in cui boschi e foreste sono al tempo stesso ambiente ed economia, puo' arrivare un importante contributo allo sviluppo rurale, in termini di competitivita', attrazione
turistica e valorizzazione del territorio. E' quanto e' emerso ieri sera a Morra di Citta' di Castello da un convegno, svoltosi nel quadro della 39/a edizione della "Sagra della castagna", promosso dall'assessorato all'agricoltura della Regione Umbria sul tema "Verso il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020/ Problematiche attuali e prospettive per le misure forestali e la castanicoltura".
 

"La castagna e' una risorsa ambientale ed economica - ha affermato il presidente della pro loco Morra Luca Giunti, introducendo i lavori coordinati dal vicesindaco di Citta' di Castello Michele Bettarelli -, e il costante sviluppo della nostra manifestazione, che l'anno prossimo festeggera' il
quarantennale, sta a testimoniare la nostra fiducia e il nostro impegno in questa direzione".
 

Anche perche' - ha sottolineato Francesco Grohmann, dirigente del Servizio Foreste, Economia e Territorio Montano della Regione Umbria (che riferisce dell'iniziativa in un comunicato), anticipando alcune linee-guida (contenute in un documento non ancora ufficiale) delle misure forestali che caratterizzeranno il prossimo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 - "per l'economia montana, e quindi per il corretto e fruttuoso impiego di  boschi e foreste, si aprono  nuove opportunita' e possibilita' operative, che, in una visione  nuova, mettano insieme l'utilizzazione diversificata dei prodotti forestali, castagna compresa, con un impegno per la tutela dell'ambiente, il rispetto per il patrimonio paesaggistico e per la storia dei
luoghi, l'attenzione alla loro valenza turistica e capacita' di attrazione".

 

In una parola, un approccio multiplo, che tiene conto senza dicotomie di tutti gli aspetti della questione, e si riassume nella valorizzazione dei territori. L'obiettivo - ha riassunto Grohmann - e' quello, attraverso un uso accorto delle diverse misure a disposizione, di migliorare la competitivita' della pluralita' dei prodotti forestali, nella consapevolezza che le foreste sono un pezzo importante dello sviluppo rurale".
 

Ma uno "spettro" si aggira per i castagneti, lo spauracchio della "vespetta cinese" o cinipide, un minuscolo insetto venuto dalla Cina e che, dopo aver infettato i castagni di Giappone e Stati Uniti, e' apparso dal 2002 anche in Italia e in Umbria, provocando danni assai gravi alle maestose piante e alla produzione di castagne. L'antidoto, essendo impraticabile la via degli agenti chimici, e' stato subito trovato - ha spiegato nel corso del convegno Claudia Santinelli del Servizio fitosanitario Regionale - in un parassitoide, ancor piu' minuscolo, che "lanciato" nei castagneti, s'incista nella "vespetta" e distrugge il suo ospite: si tratta del "torìmo" (Torymus sinensis), che in Umbria il Servizio Fitosanitario Regionale ha lanciato", dal 2011 al 2013, su 350 ettari. Il risultato e' garantito: grazie al piccolo invasore, vera e propria "macchina biologica", la pianta guarisce e il castagneto (come e' gia' successo in Piemonte) si risana.
 

Parlando di prodotti del bosco, non poteva mancare il prodotto di eccellenza per antonomasia, il tartufo: Andrea Rubini, in rappresentanza dell'Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Cnr, si e' soffermato sulle nuove prospettive, che si aprono per la coltivazione, valorizzazione e difesa del
tartufo bianco. L'idea di fondo - ha spiegato - e' quella della "valorizzazione della produzione naturale del tartufo", attraverso "marcatori molecolari" (basati sull'analisi del Dna) che ne indicano con precisione caratteristiche e provenienza geografica. Rubini ha illustrato le sperimentazioni che il suo istituto sta compiendo in Umbria sul ciclo biologico del tartufo bianco, nella tartufaia sperimentale di Montemaggiore.

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