Renzi attacca l'indulto e le amnistie? Non sono d'accordo
di Renato Casaioli
PERUGIA - Questa volta sono d’accordo con Renzi. Non sono un suo sostenitore, anche se sto riflettendo sul che fare, ma sul problema delle carceri e di farla finita una volta per tutte con i condoni carcerari, è reale e sentito da tutti i cittadini onesti, che non arrivano più alla fine del mese. Pene severissime per chi sbaglia, poi bisogna fare in modo che il carcere diventi quel luogo di recupero come prevede appunto la Costituzione. Le mie perplessità su di lui, come futuro segretario di partito e come possibile premier, scaturiscono da alcune sue convinzioni esternate più volte. Il fatto che lui sia persuaso che la riforma delle pensioni voluta dalla Fornero, è giusta e non va cambiata, mentre tace sulle scandalose plurime pensioni d’oro, è motivo di preoccupazione.
Quella riforma è criminogena socialmente, manderà in pensione ben oltre i 70anni, con poche centinaia d’euro. Non dice nulla circa il criterio attraverso il quale vuole formare la classe dirigente all’interno del PD. Che vadano mandati a casa tutti quelli che lo hanno diretto fino ad oggi, è urgente e logico. Il sottoscritto può dimostrare di aver parlato di rottamazione molto tempo prima che lo dicesse lui. Un gruppo dirigente che da trent’anni dirige il partito, senza aver riportato a casa un solo risultato. Un gruppo dirigente, fortemente responsabile del disastro economico e morale del Paese.
Che ha consentito che i cittadini italiani, i lavoratori, tornassero indietro rispetto ai diritti e al benessere conquistato. Tacendo però sulla Casta politica, i suoi vergognosi privilegi e stipendi. Insomma i vari D’Alema, Veltroni, Finocchiaro e compagnia cantando, hanno partecipato al saccheggio attraverso le prerogative di Casta appunto, delle risorse pubbliche. Mentre invece ho apprezzato la sua dichiarazione circa la necessità che il PD aderisca al gruppo socialista europeo. Basta che non sia soltanto una furbastra manovra per attirare su di se le simpatie della componente di sinistra del PD. Renzi ha detto “che sul suo carro non si sale, ma si spinge”. Giusto. Io qui in Umbria conosco moltissimi personaggi che invece stanno salendo sul suo carro in modo gattopardesco. Un consiglio: ci dia uno sguardo.




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