I grillini cominciano ad aprire gli occhi, il loro due padroni stanno tirando giù ogni giorno di più il velo e i volti che appaiono  hanno i tratti somatici assai inquietanti. Non ci voleva molto capire tutto ciò. Bastava sbirciare sui loro guadagni, sul loro passato, per capire che il duo con molta intelligenza, bisogna ammetterlo, stavano cavalcando alcuni problemi veri che stanno travolgendo l’Italia, a fini di potere personale. Insomma il M5S, è un altro partito padronale, come il PDL o FI, che dir si voglia. A far da detonatore questa volta sono stati i voti sull’abolizione del reato di immigrazione clandestina e finanziamento pubblico ai partiti. Sono i due temi centrali attorno ai quali si consuma oggi il caos dei 5 Stelle.

Ma a disorientare i parlamentari grillini è, in particolare, la sconfessione pubblica da parte del saltimbanco barbuto Beppe Grillo e del tenebroso Gianroberto Casaleggio, che in un post sul blog dell'ex comico genovese, prendono nettamente le distanze dall'iniziativa dei senatori Buccarella e Cioffi, autori di un emendamento al Senato per l'abolizione del reato di clandestinità. Ma sia nel Movimento , sia tra i militanti la presa di posizione dei due leader viene duramente 
contestata. Oramai c’è chi gli dà apertamente del “fascista. E finalmente la maschera del guitto ligure è caduta mostrando il fez e il moschetto cha ha sempre cercato di nascondere con demagogia e populismo”.  Bene, il processo di disgregazione di quel movimento che al proprio interno contiene figure assai poco raccomandabili sotto il profilo della cultura istituzionale, sembra oramai avviato definitivamente. Ora alla sinistra vera, spetta un compito, quello di recuperare e riportare dentro l’alveo di un processo di cambiamento radicale di questo sistema.

Il governo Letta non sembra il più adatto. La vicenda dei profughi, mette a nudo ancora una volta la miopia dell’Europa, che ancora si attarda nelle politiche neoliberiste nei confronti della parte del sud del mondo. Quando invece, è ora di ripensare ad una politica di cooperazione, che porti ad uno sviluppo e dell’affermazione di processi di democratizzazione di tanta parte del pianeta.  I profughi non si fermeranno con nessun piano. Solo lo sviluppo di quelle società, il benessere materiale, l’affermazione dei diritti di cittadinanza, potranno fermare le guerre e il conseguente  flusso migratorio, verso l’Europa. L’aiuto caritatevole va bene ora nell’emergenza, ma pensare di portare l’Africa e l’Asia in Europa, è da folli.  Ripensare all’esperienza di Errico Mattei, riscoprire i pensieri lunghi di Enrico Berlinguer o di Olof Palme, come di Brandt, ritengo non sia un esercizio fuori luogo. I movimenti di destra che si stanno sempre più affermando in Europa, da ultimo i sondaggi che danno in Francia il fronte di Le Pen al primo posto, suggeriscono alle forze progressiste, di rivedere urgentemente le loro strategie. Papa Francesco, da questo punto di vista, sta indicando in modo assai efficace la strada, quella appunto della cooperazione, che superi la globalizzazione.

Condividi