Allarme Confcommercio: imprese sempre più schiacciate tra crisi e criminalità
PERUGIA - Le imprese umbre del terziario sono"sempre piu' schiacciate tra crisi e criminalita'", con la prima che "alimenta" la seconda, mentre "aumenta l'insicurezza tra le mprese e la sfiducia nelle misure di contrasto": lo segnala la Confcommercio Umbria, presentando i risultati di una indagine che ha coinvolto un campione di 150 imprese del commercio, turismo e servizi, rappresentativo di tutto il territorio regionale, e un pacchetto" di iniziative in materia di sicurezza scaturito proprio dall'esito dell'indagine stessa.
"Secondo le imprese contattate e' chiaro - ha affermato il presidente Aldo Amoni nel presentare stamani a Perugia il rapporto - il legame tra crisi e criminalita', con la crisi che ha reso piu' acuto il disagio sociale, da cui la microcriminalita', che ci sta usando ormai come 'bancomat', trae
alimento".
Per Amoni, quindi, l'indagine consegna una situazione allarmante", con le imprese che "vivono mediamente con la paura di subire un evento criminoso".
Vede un rapporto diretto tra crisi e aumento della criminalita' il 92% del campione di imprese protagoniste dell'indagine condotta nei mesi di agosto e settembre: un dato superiore di dieci punti percentuali ad un'analoga indagine fatta da Confcommercio a livello nazionale.
Il 49% degli imprenditori intervistati dichiara poi un peggioramento del senso di insicurezza negli ultimi 2-3 anni, con ancora il 49% delle 150 imprese che ha subito furti sempre in questo periodo, mentre il 26% non ha subito crimini negli ultimi anni.
Tra le cause specifiche a cui viene ricondotto l'incremento dei fenomeni criminali, invece, troviamo in primis l'aumento incontrollato dei fenomeni migratori (74%), l'insufficiente presenza delle Forze dell'Ordine (62%), la mancanza della certezza della pena (55%) ed infine, entrambe al 22%, il degrado sociale e urbano e la mancanza di politiche sulla sicurezza.
Alla sensazione diffusa di insicurezza, il 96% degli imprenditori ha risposto adottando misure cautelari per proteggere se stessi, i dipendenti e le proprie attivita' grazie a polizze assicurative (72%), sistemi di allarme (60%) e vigilanza privata (43%). Secondo Amoni "questa criminalita' va
fermata in qualche modo", ma il presidente della Confcommercio regionale ha pero' lanciato un appello "a non armarsi, perche' - ha detto - e' molto pericoloso".
Come prima iniziativa del "pacchetto sicurezza" predisposto la Confcommercio Umbria c'e' una guida, in distribuzione da domani ai soci Confcommercio e realizzata in collaborazione con la Questura di Perugia e il Comando provinciale dei Carabinieri di Perugia, che intende fornire agli imprenditori suggerimenti e indicazioni utili a prevenire o gestire situazioni di rischio connesse a eventi criminosi.
Oltre a questo vademecum (disponibile anche online, sul sito www.confcommercio.pg.it), tra le altre azioni messe in campo dall'associazione di categoria ci sono anche la sottoscrizione, nell'ambito del progetto nazionale "Secur Shop" di Confcommercio e Ministero dell'Interno, di una convenzione che permettera' di collegare i punti vendita direttamente con le centrali operative delle Forze dell'Ordine ("dopo la Prefettura di Terni - ha ricordato Amoni - presto anche la Prefettura di Perugia sottoscrivera' il protocollo"), e la partecipazione, con proprie azioni sul territorio, alla mobilitazione indetta il prossimo 11 novembre dalla Confcommercio nazionale per denunciare i fenomeni della contraffazione e dell'abusivismo commerciale, "molto spesso legati alla criminalita' - ha infine sottolineato Amoni - da un legame inscindibile".




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