"Bene ha fatto la segretaria della Cgil Camusso a citare l'art.46 della Costituzione e a chiederne l'applicazione a partire dalle aziende pubbliche. E nel caso della Telecom il governo potrebbe varare un decreto d'urgenza in attuazione proprio dell'art.46 che bilanci la libera iniziativa d'economia privata con il diritto dei lavoratori, legato al ruolo strategico di questa particolare impresa". Così Gaetano Azzariti, ordinario di Diritto costituzionale alla 'Sapienza' di Roma, commenta con Labitalia le parole di Susanna Camusso sul 'Corriere della sera'.

Per Azzariti, la decretazione d'urgenza, "usata molto spesso e non sempre a proposito, per Telecom sarebbe giustificata dall'obiettivo di non compromettere l'efficienza dell'impresa di tlc".

"E' bene ricordare quello che dice la la Costituzione -cita Azzariti- nell'art.46, un articolo importante ma che poi è stato abbandonato: 'Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende'. La particolarità del caso Telecom -prosegue- è che si tratta di un'azienda strategica per lo sviluppo economico e sociale dell'Italia e dunque forme di controllo sociale e politico non possono venir meno".

"Non si tratta di mettere in discussione la libera iniziativa privata -ribadisce Azzariti- così come non si mette in discussione il fatto di aver venduto a un privato che si trova in Spagna". "Ma qui non si parla di libertà in generale, si parla -avvisa- del ruolo strategico delle telecomunicazioni e del ruolo che ha la Telecom". "Del resto, l'art. 46 indirizza, ma non impone. Si tratta di garantire la proprietà privata e anche di far valere i diritti dei lavoratori, così come previsto dalla Costituzione", conclude.

Labitalia

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