Gualdo T./Un presidio che il Sindaco Morroni e la sua Giunta non scorderanno mai
"Saranno pure pochi, ma gli altri 15.000 gualdesi la pensano esattamente come loro!!!". Potremmo esaltare il presidio promosso da Sinistra per Gualdo contro la stangata Tares e il bilancio svendiGualdo che la Giunta Morroni intende varare con le parole di uno dei tanti cittadini indignati e offesi che hanno commentato la foto pubblicata dal "Comune di Gualdo Tadino" nel suo profilo istituzionale di facebook, allo scopo di schernire ed esporre al pubblico ludibrio i partecipanti alla protesta.
Non abbiamo, però, mai avuto la presunzione di rappresentare tutti insieme e tutti quanti i cittadini di Gualdo, né abbiamo l'ambizione di farlo per il futuro. E' invece successo, come sempre accade in questi casi, che una minoranza viva, attiva e dalla schiena diritta sia scesa a presidiare una piazza per dare voce ad una maggioranza silenziosa e talvolta rassegnata che subisce passivamente le angherie ed al massimo si indigna, si arrabbia e si lamenta senza mai dare forza collettiva alle sue proteste, aspettando che qualche improbabile salvatore giunga a riparare i torti e a cambiare il corso delle cose.
In questi casi, nell'Italia dilaniata dalla sua crisi economica, sociale, democratica e morale, il problema non è mai di chi prende "parte", del coraggio di chi c'è, della determinazione di chi ci mette la faccia, della soddisfazione di chi può dire "io c'ero"; il problema è semmai di chi continua a nascondersi, di chi giace moribondo, assuefatto e questuante, di chi separa la propria individuale protesta o la propria lamentosa esortazione a cambiare le cose da una necessaria e senz'altro più efficace azione collettiva; il problema è di chi ha paura perché non si possa essere abbastanza e il problema è di chi si rifugia nell'individualismo più esasperato, di chi si affida alla inerte catarsi dei "mi piace" di facebook, lasciando che si esaurisca in essi la propria presunta partecipazione agli eventi politici e sociali, nella considerazione che degli inutili "mi piace" siano da soli il fine e non invece l'avvio e lo strumento di un più concreto impregno per il cambiamento.
Il vero scopo dell'atto di colui, di colei o di coloro che, all'ombra del profilo istituzionale dell'Ente, rintanati nella segreteria del Sindaco ed utilizzando la casa di tutti i gualdesi, hanno sguaiatamente inteso umiliare ed offendere quella minoranza temeraria presente al presidio di sabato sta proprio nella volontà di abbassare ulteriormente la soglia di esercizio della nostra già povera, derelitta e miserabile democrazia. È un monito che vuol dire a tutti: protestare pubblicamente ed apertamente, a viso scoperto e con parole chiare, intellettualmente oneste, per i propri diritti non serve a niente, chi ci prova ha da sapere che avrà contro anche le pubbliche istituzioni, chi lo fa (che sia un semplice cittadino, un consigliere comunale, un movimento sociale o una forza politica) è un povero demente che va trattato come tale ed esposto alla commiserazione generale.
In quella foto scattata dal "Comune di Gualdo Tadino" non v'è solo il tentativo di calpestare i diritti sanciti dal Dettato costituzionale che ancora regge e fonda la Repubblica. Se fossimo altre persone da quelle che siamo e se considerassimo la lotta politica democratica come uno strumento dell'odio personalistico e più acerrimo o della rivalsa, alla stessa stregua dei nostri avversari, avremmo immediatamente presentato una denuncia formale all'autorità giudiziaria per l'utilizzo privato, a scopi politici, elettorali e personali, della pubblica amministrazione e dei suoi strumenti. Ma non siamo così crudeli e vendicativi dal voler prostrare persone, che pur nel torto marcio e rei di una vergognosa considerazione dei pubblici uffici, sono padri o madri di famiglia e figli di genitori immeritati.
Letteralmente e trasversalmente travolti da attestati di solidarietà e di sostegno, pervenuteci privatamente scuse e dissociazioni perfino dall'interno della stessa Giunta, stiamo assistendo alla caccia al responsabile di quell'atto: tutti vogliono sapere chi abbia postato quella foto nel profilo istituzionale del "Comune di Gualdo Tadino".
Si interrompa subito la caccia alle streghe, a chi ha materialmente premuto i tasti del pubblico pc; resti assolutamente dove tuttora fa bella mostra di sé la foto, insieme ai commenti che essa ha generato, ad imperitura ed indelebile memoria della barbarie politica, morale e culturale di cui questa Giunta ha sempre saputo dar prova e della considerazione in cui essa ha sempre tenuto i cittadini, la democrazia e la cosa pubblica.
Nessuno risponde e nessuno risponderà mai ai ripetuti inviti di conoscere l'autore materiale del misfatto perché l'unico, il solo e il non ancora contrito responsabile istituzionale, politico e morale di esso è infatti il Sindaco Roberto Morroni. Chi nella Giunta ha autenticamente a cuore la democrazia, il decoro istituzionale e la dignità dei cittadini si dissoci pubblicamente da quell'ignominia e getti una volta per tutte maschera e spugna, prendendo formalmente le distanze da essa.
Dal Sindaco e dai suoi più affezionati paladini non ci aspettiamo invece alcuna scusa, né mai la potremmo apprezzare, considerata la loro consapevolissima perseveranza nel concepire simili perle. Ci sentiamo già ripagati dal pubblico dibattito che il nostro presidio ha generato, dalle proteste di tanti gualdesi e dai loro incitamenti: ci sentiremo definitivamente ripagati quando riusciremo a fermare il bilancio depreda e svendiGualdo che questi signori vogliono far digerire ai gualdesi e quando li manderemo una volta per tutte a casa.
Ben lungi dall'esserci sentiti ridicoli o ridicolizzati, la lotta di Sinistra per Gualdo contro i berluscones di casa nostra, contro le loro stangate, nel rinfacciargli le loro becciafavole, contro la loro idea di pubblica amministrazione e contro i regali ai loro amici più ricchi, proseguirà ancora più forte, determinata e, d'ora in avanti, più decisamente rivolta alla costruzione dell'alternativa popolare, civile e di sinistra che serve alla nostra Città.
Il presidio di sabato scorso, con il suo immemorabile esito, ha senz'altro centrato lo scopo: di esso la Giunta Morroni non si scorderà mai perché esso sarà ricordato come la prima tappa verso il suo inesorabile epigono.
P.S.: Un'informazione ed una sollecitazione: perché 40 persone contate si siano alla fine sentite in dovere di venire in piazza per un presidio contro la stangata Tares della Giunta noi abbiamo speso 50 euro in volantini, 10 di benzina e forse 2 in corrente elettrica ed abbonamento internet (nessuno a carico della collettività). Siano ora, altrettanto e finalmente cortesi di dirci quanto sia costata a tutta la comunità la portentosa organizzazione del Rapporto alla Città, sotto l'egida del "Comune di Gualdo Tadino", con cui quest'estate la Giunta Morroni è riuscita a portare in Piazza Mazzini sì e no duecento gualdesi, per l'apertura in perfetto stile berlusconiano di una perenne e nauseabonda campagna elettorale.
P.S. 2: a nome mio e dei gualdesi che hanno preso parte alla protesta, un ringraziamento a tutti quei concittadini che hanno pubblicamente o privatamente voluto rendere la loro indignazione, la loro solidarietà o il loro sostegno contro questa vergognosa pagina scritta da chi pro tempore dovrebbe rappresentare l'intera comunità e il "Comune di Gualdo Tadino".
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Per la sinistra per Gualdo
Gianluca Graciolini




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